Renzi da Obama. “Italia come bella addormentata”
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| (Foto: EPA) |
"Buongiorno". Cosi', in italiano, il presidente statunitense Barack Obama si e' rivolto al presidente del Consiglio Renzi e ai giornalisti accogliendo il premier nello Studio Ovale alla Casa Bianca. Presente anche il segretario di Stato Usa John Kerry.
Subito dopo Obama ha aggiunto "That's it", e' tutto, per congedare la stampa per dare inizio all'incontro con Renzi. Nello Studio Ovale erano presenti, oltre a John Kerry, il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, la consigliera per la sicurezza nazionale Susan Rice ed il suo vice Ben Rhodes.
"ITALIA BELLA ADDORMENTATA" - Renzi, appena entrato nello Studio Ovale per il vertice con Barack Obama, ha raccontato al presidente Obama che, prima di andare alla Casa Bianca, e' riuscito ad andare a correre. "E' un momento dell'anno bellissimo per essere qui a Washington", gli ha risposto il presidente degli Stati Uniti, riferendosi al clima mite e soleggiato di questo periodo nella capitale federale degli Stati Uniti
"Cambiare la riforma costituzionale? Tornare al Senato elettivo? Per me si può fare. L'importante è che si abbandoni il bicameralismo paritario". Sono le parole del premier Matteo Renzi in un colloquio con Repubblica in cui evidenzia un "elemento di novità: la minoranza la guida Bersani, e Pierluigi ieri ha aperto la trattativa".
Nel corso della sua visita in Usa, Renzi ha parlato alla Georgetown University. "Per troppo tempo - ha detto - l'Italia è stata come la bella addormentata nel bosco ma noi siamo qui per svegliarla, per dare un indirizzo al futuro. Non è possibile tornare indietro sulle riforme, sarebbe folle sciupare questa occasione".
Citando Bob Kennedy ("Il futuro non è un dono ma una conquista"), il premier ha affermato che per troppo tempo in Italia "è stato come il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato". Per dare un indirizzo al futuro invece, serve, ha precisato Renzi con un post su Facebook, serve "l'energia, l'impegno che abbiamo messo in quest'ultimo anno nelle riforme: la legge elettorale, l'architettura istituzionale, la P.A., il fisco, il Jobs Act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l'innovazione".
Sulla fiducia all'Italicum, il premier si dice "Tranquillo: I voti ci saranno in ogni caso", anche con il voto segreto: "una parte di Forza Italia non si tirerà indietro. Questo è un tema che ci porremo a fine aprile. Mi sembra più una questione procedurale che politica. Vedremo"
"Non prenderemo provvedimenti. Non lo abbiamo mai fatto. Nemmeno quando alcuni non hanno votato il Jobs act. Certo, se poi la legge non passa allora il discorso cambia. Eppure io non vedo rischi. Sono una quarantina quelli davvero pronti a fare le barricate. Ma la mia impressione - dice - è che i critici siano comunque divisi tra di loro. Ho visto almeno quattro anime diverse dentro la minoranza".
