60 anni fa la strage di Marcinelle con 136 vittime italiane


di Piero Chimenti - L'8 agosto di quasi 60 anni fa, si è consumata nelle viscere della terra della miniera carbonifera di Bois du Cazier a Marcinelle (Belgio) la morte di circa 262 minatori dovuta ad un'esplosione per errore umano. Tra le vittime 136 erano italiani (dei quali la metà provenienti dall'Abruzzo), 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 3 algerini, 2 francesi, 3 ungheresi, 1 inglese, 1 olandese, 1 russo e 1 ucraino.

I minatori in poco tempo morirono per le esalazioni di ossido di carbonio e le fiamme che si propagarono rapidamente, dopo che con l'esplosione aveva distrutto le vie di fuga verso la superficie.

I soccorsi non potettero essere tempestivi nel loro intervento, a causa dell'interruzione delle vie d'ingresso alla miniera, ma col passare del tempo le speranze di poter trovare altri sopravvissuti (oltre i 12 estratti vivi), andarono sempre più scemando, presentando ai soccorritori una volta giunti al livello 907, una scena apocalittica, con i corpi arsi e non più riconoscibili. Il 23 agosto un comunicato in italiano "Tutti cadaveri", siglò la fine delle operazioni di soccorso. Furono organizzate delle camere ardenti, per poi stilare la lista delle vittime.

Le responsabilità di tale tragedia furono attribuite alla mancanza di sicurezza nella miniera, in quanto non c'erano sistemi di protezione "di base" come maschere antigas, estintori e tubi d'acqua in caso di incendio e i fili dell'alta tensione sarebbero dovuti essere interrati in quanto erano pericolosamente a contatto con l'olio bollente dalle alte temperature di circa 40-50°C all'interno della cava.

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