Ilva: revocato sequestro Afo2. M5S: “Situazione non cambia”

TARANTO - C'è il via libera della Procura al dissequestro dell'Altoforno 2 dell'Ilva (con prescrizioni da attuare entro il 31 ottobre), che peraltro non ha mai smesso di funzionare nonostante il provvedimento giudiziario che non prevedeva la facoltà d'uso. Il sequestro risale al 18 giugno, sei giorni dopo la morte dell'operaio Alessandro Morricella. Il governo era intervenuto con un decreto per sospendere gli effetti del sequestro. L'Ilva ha presentato un piano tecnico di messa in sicurezza dell'altoforno 2.

D'AMATO (M5S): "OPERAI A RISCHIO, DISSEQUESTRO ALTOFORNO2 NON CAMBIA SITUAZIONE" - "L'Ilva ha continuato a mantenere in attività l'Altoforno2 da giugno, in barba al sequestro della magistratura e costringendo gli operai a lavorare in una situazione di grave pericolo. Lo ha potuto fare anche grazie a un apposito decreto del governo Renzi, che continua a garantire impunità a un mostro che non ha mai smesso di inquinare e di mettere a rischio la vita dei cittadini e degli operai. Si guardi anche all'Altoforno4, in cui, al pari dell'Altoforno2, mancano le adeguate condizioni di sicurezza. Dobbiamo aspettare nuovi infortuni e altre morti perché l'Ilva rispetti le leggi e i diritti basilari dei lavoratori". Lo dice l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, in merito alla notizia del dissequestro dell'Altoforno2 dell'Ilva di Taranto disposto dalla Procura.

"Il mostro dell'Ilva è moribondo - continua l'eurodeputata tarantina - e non lo salveranno certo gli spot elettorali del governo Renzi. Occorre programmare il futuro di Taranto, lavorando a un modello economico alternativo che punti sulle reali eccellenze del territorio e che sia pronto a reggere l'urto della chiusura dell'acciaieria. Un altro modello è possibile - conclude D'Amato - e lo sarà ancora di più con la nuova classe dirigente che governerà presto l'Italia, da Taranto a Roma passando per Bari".