Meredith, Cassazione: “no prove oltre ogni dubbio”. Sollecito, “vittima di clamoroso errore”

ROMA - A carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito - accusati dell'omicidio di Meredith Kercher - manca un "insieme probatorio" contrassegnato "da evidenza oltre il ragionevole dubbio". Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni dell'assoluzione dei due ex fidanzati. Secondo i giudici il processo ha avuto "un iter obiettivamente ondivago, le cui oscillazioni sono, però, la risultante anche di clamorose defaillance o 'amnesie' investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine".
Emerge chiaramente è definitivamente che sono stato vittima di un clamoroso errore giudiziario che rimarrà alla storia": a dirlo è Raffaele Sollecito dopo le motivazioni della Cassazione. L'ingegnere pugliese con l'ANSA parla di otto "anni di tormento per nulla".

"Sono molto sollevata e contenta...", la reazione di Amanda Knox al telefono dagli Usa con uno dei suoi difensori, l'avvocato Carlo Dalla Vedova. La giovane americana ha accolto con un sorriso la telefonata del legale.

"La Cassazione conferma una volta di più che Raffaele Sollecito è stato processato per anni e tenuto in carcere da super-innocente": commenta così l'avvocato Giulia Bongiorno, difensore dell'ingegnere pugliese, le motivazioni della Cassazione che ha posto fine al processo per l'omicidio di Meredith Kercher assolvendo il suo assistito e Amanda Knox.

Parole che per la penalista "rendono ancora più bella" quella sentenza e "prendono a bastonate gli errori compiuti nelle indagini".