Storie da ridere della tradizione popolare pugliese
di Vittorio Polito - La casa editrice “Edizioni di Pagina” ha pubblicato in questi giorni il volume a cura di Lino Angiuli, Piero Cappelli e Lino di Turi “Storie da ridere della tradizione pugliese” (pagg. 118 - € 14), curatori molto noti che non hanno bisogno di presentazione.
Gli autori propongono una serie di 27 racconti e storielle, tutte da ridere, fra il realistico e il grottesco, intrecciate fra dialetto e italiano, raccolte nel corso di ricerche sul campo, dalla viva voce di narratori illetterati e dialettofoni, e trascritti nel testo per la maggior comprensione. I nomi dei narratori, di età compresa tra 60 e 85 anni, sono riportati in calce ad ogni “storia”.
I temi dei racconti attingono ad un repertorio diffuso dall’alta murgia alla marina barese e trattano di monaci e preti, morte e riso, scempiaggine e furbizia. Le storie sono state registrate tra il 1984 e il 1992 dalla viva voce di Addolorata De Bellis, Anna De Bellis, Giusppe Nuzzaco, Pietro Paciolla, Angelantonio Cappelli, Nino De Caro, Angelino Gasparro, Maria Spalluti, Giuseppe Carbonara, Isabella Lovecchio e Lucia Boccuzzi.
Ovviamente la trascrizione non ha nulla di spontaneo, anche se molto vicina ai racconti originali, ma si potrà recuperare l’originalità attraverso l’ascolto diretto online o le pubbliche letture che certamente si faranno in occasione della presentazione del testo.
«Gli esiti di tale operazione – scrivono i curatori – che è anche operazione di mediazione culturale, li affidiamo a chi abbia desiderio, bisogno o curiosità di fare i conti con la memoria, sia privata che collettiva, e che, sollecitato dai narratori cui abbiamo restituito voce, voglia anche cogliere l’occasione per divertirsi un po’».
La prefazione è di Daniela Marcheschi che riconosce ai tre curatori «il merito di essere scesi anche loro in campo, restituendoci il sapore di commistioni, che contribuiscono agli sviluppi delle conoscenze e della civiltà letteraria di una nazione.»
I racconti, per gli appassionati e gli studiosi, sono riportati in originale all’indirizzo online www.youtube.com/user/EdizioniPagina/playlist
Gli autori propongono una serie di 27 racconti e storielle, tutte da ridere, fra il realistico e il grottesco, intrecciate fra dialetto e italiano, raccolte nel corso di ricerche sul campo, dalla viva voce di narratori illetterati e dialettofoni, e trascritti nel testo per la maggior comprensione. I nomi dei narratori, di età compresa tra 60 e 85 anni, sono riportati in calce ad ogni “storia”.
I temi dei racconti attingono ad un repertorio diffuso dall’alta murgia alla marina barese e trattano di monaci e preti, morte e riso, scempiaggine e furbizia. Le storie sono state registrate tra il 1984 e il 1992 dalla viva voce di Addolorata De Bellis, Anna De Bellis, Giusppe Nuzzaco, Pietro Paciolla, Angelantonio Cappelli, Nino De Caro, Angelino Gasparro, Maria Spalluti, Giuseppe Carbonara, Isabella Lovecchio e Lucia Boccuzzi.
Ovviamente la trascrizione non ha nulla di spontaneo, anche se molto vicina ai racconti originali, ma si potrà recuperare l’originalità attraverso l’ascolto diretto online o le pubbliche letture che certamente si faranno in occasione della presentazione del testo.
«Gli esiti di tale operazione – scrivono i curatori – che è anche operazione di mediazione culturale, li affidiamo a chi abbia desiderio, bisogno o curiosità di fare i conti con la memoria, sia privata che collettiva, e che, sollecitato dai narratori cui abbiamo restituito voce, voglia anche cogliere l’occasione per divertirsi un po’».
La prefazione è di Daniela Marcheschi che riconosce ai tre curatori «il merito di essere scesi anche loro in campo, restituendoci il sapore di commistioni, che contribuiscono agli sviluppi delle conoscenze e della civiltà letteraria di una nazione.»
I racconti, per gli appassionati e gli studiosi, sono riportati in originale all’indirizzo online www.youtube.com/user/EdizioniPagina/playlist
