Oltre 2000 persone e 100 realtà associative risveglieranno i cittadini baresi per “Generare culture non violente”
di Luigi Laguaragnella - Per il terzo anno consecutivo la rete del volontariato e del Terzo Settore di Bari si riunisce in una serie di iniziative creative, di dibattito, di formazione, di attività artistiche e culturali contro tutte le forme di discriminazione, di violenza che si scagliano contro ciò che è ritenuto diverso: dagli omosessuali agli immigrati fino ad arrivare alle donne.
“Generare culture non violente” è la kermesse di eventi e iniziative promossa dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari insieme all’ufficio del Garante dei diritti dei minori della regione Puglia. Novembre è il mese in cui ricorrono le giornate contro la violenza sulle donne e dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Da questi due capisaldi, donne e minori, l’assessora Bottalico per l’intero mese, è riuscita a coinvolgere le realtà che quotidianamente si occupano di prevenzione, educazione e che sostengono le figure sociali discriminate. Grazie ad un percorso intrapreso negli anni, la rete della solidarietà, che comprende oltre 2000 personee 100 realtà associative, sarà partecipe in un percorso educativo che divulghi il senso profondo del rispetto per il prossimo e le diversità. Attraverso la cultura, la condivisione e la creatività si valorizzerà il concetto di “differenza” vista come elemento di ricchezza contro ogni stereotipo. Gli spazi pubblici, come le piazze, e gli spazi associativi saranno i luoghi utili per dare voce e denunciare i silenzi legati ad episodi di violenza, di discriminazione e di intolleranza nei confronti di qualunque persona. Per l’assessora al Welfare del Comune di Bari Generare culture non violente è un’occasione “di coraggio: coraggio per chi denuncia, per chi sostiene, per chi ascolta, ma anche per chi governa”.
Nel corso del mese di svilupperanno oltre 100 eventi e tanto spazio verrà dedicato all’ascolto e al mutuo aiuto tra donne, coppie, minori. La forza di “Generare culture non violente” è proprio la capacità di radunare realtà differenti che dal basso e nella quotidianità riescono a fronteggiare le numerose problematiche sociali, molte delle quali partono dalla discriminazione. E’ fondamentale che in questa grande rete associativa che, a Bari sembra ben col-legata veda la partecipazione del garante dei diritti dei minori. Dai più piccoli è possibile arrivare agli ambienti scolastici e soprattutto far venire a galla molte situazioni familiari, spesso teatri di gravi conflittualità.
La bellezza di “Generare culture non violente” è esemplare, perché accosta realtà di diverso ideale e valore: associazione laiche, cattoliche, pubbliche. Inoltre parrocchie, centri di aggregazione, Caf e sedi di associazioni aprono le loro porte per laboratori, seminari, dibattiti, cineforum. Sono previste attività culturali legate alla pittura, alla lettura, alla fotografia, alla danza, al teatro, alcune delle quali si ripetono settimanalmente. Non mancheranno poi, presentazioni di libri, incontri sulla nonviolenza, sul tema dell’intolleranza. Ogni ambito che fa esprimere l’anima dell’uomo è mosso a favore di una cultura plurale e del rispetto.
Momento culminante di “Generare culture non violente” sarà il 25 novembre, Giornata mondiale della violenza contro le donne: una grande festa in piazza del Ferrarese riunirà l’intera rete cittadina in cui ogni realtà presente potrà esprimere il “proprio no alla violenza” e senza dubbio colorerà la piazza di tonalità e sfumature differenti. La festa è soltanto il filo rosso (colore simbolo della Giornata) che tiene unite le attività che si possono scoprire sul sito del Comune di Bari. Questa edizione, poi, incuriosisce per i dibattiti che potranno nascere e poter capire meglio i punti di vista della teoria Gender che è sotto il giudizio dell’opinione pubblica. BIG, il festival internazionale del film gender, a Bari dal 13 al 15 novembre, in un contesto di ascolto e di confronto di “Generare culture non violente”, diventerà occasione ulteriore per comprendere il reale valore di questa teoria che alcuni intendono diffondere nelle scuole.
Partecipare a “Generare culture non violente” è senza dubbio un modo per riflettere e domandarsi quali strade un cittadino può intraprendere dinanzi ad episodi di violenza nei confronti delle donne, che spesso si giustificano erroneamente come legate a questioni amorose, e di intolleranza nel “diverso” per sesso, religione o colore della pelle che si giustificano nelle radici culturali (rimanendone infossati) che ogni giorno riempiono le pagine di giornali.
“Generare culture non violente” è la kermesse di eventi e iniziative promossa dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari insieme all’ufficio del Garante dei diritti dei minori della regione Puglia. Novembre è il mese in cui ricorrono le giornate contro la violenza sulle donne e dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Da questi due capisaldi, donne e minori, l’assessora Bottalico per l’intero mese, è riuscita a coinvolgere le realtà che quotidianamente si occupano di prevenzione, educazione e che sostengono le figure sociali discriminate. Grazie ad un percorso intrapreso negli anni, la rete della solidarietà, che comprende oltre 2000 personee 100 realtà associative, sarà partecipe in un percorso educativo che divulghi il senso profondo del rispetto per il prossimo e le diversità. Attraverso la cultura, la condivisione e la creatività si valorizzerà il concetto di “differenza” vista come elemento di ricchezza contro ogni stereotipo. Gli spazi pubblici, come le piazze, e gli spazi associativi saranno i luoghi utili per dare voce e denunciare i silenzi legati ad episodi di violenza, di discriminazione e di intolleranza nei confronti di qualunque persona. Per l’assessora al Welfare del Comune di Bari Generare culture non violente è un’occasione “di coraggio: coraggio per chi denuncia, per chi sostiene, per chi ascolta, ma anche per chi governa”.
Nel corso del mese di svilupperanno oltre 100 eventi e tanto spazio verrà dedicato all’ascolto e al mutuo aiuto tra donne, coppie, minori. La forza di “Generare culture non violente” è proprio la capacità di radunare realtà differenti che dal basso e nella quotidianità riescono a fronteggiare le numerose problematiche sociali, molte delle quali partono dalla discriminazione. E’ fondamentale che in questa grande rete associativa che, a Bari sembra ben col-legata veda la partecipazione del garante dei diritti dei minori. Dai più piccoli è possibile arrivare agli ambienti scolastici e soprattutto far venire a galla molte situazioni familiari, spesso teatri di gravi conflittualità.
La bellezza di “Generare culture non violente” è esemplare, perché accosta realtà di diverso ideale e valore: associazione laiche, cattoliche, pubbliche. Inoltre parrocchie, centri di aggregazione, Caf e sedi di associazioni aprono le loro porte per laboratori, seminari, dibattiti, cineforum. Sono previste attività culturali legate alla pittura, alla lettura, alla fotografia, alla danza, al teatro, alcune delle quali si ripetono settimanalmente. Non mancheranno poi, presentazioni di libri, incontri sulla nonviolenza, sul tema dell’intolleranza. Ogni ambito che fa esprimere l’anima dell’uomo è mosso a favore di una cultura plurale e del rispetto.
Momento culminante di “Generare culture non violente” sarà il 25 novembre, Giornata mondiale della violenza contro le donne: una grande festa in piazza del Ferrarese riunirà l’intera rete cittadina in cui ogni realtà presente potrà esprimere il “proprio no alla violenza” e senza dubbio colorerà la piazza di tonalità e sfumature differenti. La festa è soltanto il filo rosso (colore simbolo della Giornata) che tiene unite le attività che si possono scoprire sul sito del Comune di Bari. Questa edizione, poi, incuriosisce per i dibattiti che potranno nascere e poter capire meglio i punti di vista della teoria Gender che è sotto il giudizio dell’opinione pubblica. BIG, il festival internazionale del film gender, a Bari dal 13 al 15 novembre, in un contesto di ascolto e di confronto di “Generare culture non violente”, diventerà occasione ulteriore per comprendere il reale valore di questa teoria che alcuni intendono diffondere nelle scuole.
Partecipare a “Generare culture non violente” è senza dubbio un modo per riflettere e domandarsi quali strade un cittadino può intraprendere dinanzi ad episodi di violenza nei confronti delle donne, che spesso si giustificano erroneamente come legate a questioni amorose, e di intolleranza nel “diverso” per sesso, religione o colore della pelle che si giustificano nelle radici culturali (rimanendone infossati) che ogni giorno riempiono le pagine di giornali.
