Juncker: Ue in crisi esistenziale
BRUXELLES - "Un anno fa avevo detto che la situazione nell'Unione europea lasciava a desiderare, non c'era abbastanza Europa e non c'era abbastanza unione nella Ue. A un anno di distanza questa constatazione in Europa resta. La Ue non è un gran forma. Sono cambiate tante cose. Possiamo parlare di crisi esistenziale". Così Jean Claude Juncker alla plenaria di Strasburgo in apertura nel discorso sullo stato dell'Unione.
"La disoccupazione - ha proseguito Juncker - è ancora troppo alta, l'Europa non è abbastanza sociale, questo lo dobbiamo cambiare quindi lavoreremo al pilastro dei diritti sociali. E se anche la situazione dei debiti resta alta, essi si sono ridotti e questo dimostra che il Patto di stabilità ha suo effetto, ma non deve diventare patto di flessibilità: deve diventare un patto applicato con flessibilità intelligente.
Intanto venerdì i 27 capi di stato e di governo si riuniranno a Bratislava, riunione dal sapore più simbolico che pratico.
La Brexit, che doveva essere al centro della riunione, in assenza di decisioni da parte del governo di Londra che non invocherà l'art.50 prima del prossimo anno non sarà argomento delle conclusioni.
"La disoccupazione - ha proseguito Juncker - è ancora troppo alta, l'Europa non è abbastanza sociale, questo lo dobbiamo cambiare quindi lavoreremo al pilastro dei diritti sociali. E se anche la situazione dei debiti resta alta, essi si sono ridotti e questo dimostra che il Patto di stabilità ha suo effetto, ma non deve diventare patto di flessibilità: deve diventare un patto applicato con flessibilità intelligente.
La Brexit, che doveva essere al centro della riunione, in assenza di decisioni da parte del governo di Londra che non invocherà l'art.50 prima del prossimo anno non sarà argomento delle conclusioni.
