Noemi, anche la Francia in lacrime
Tragedia che poteva essere evitata: se lasci il tuo campo con l’erba secca, può succedere che prenda fuoco.
La studiosa ama il Salento, da anni ormai ha preso casa in un paesino dell’entroterra, l’ha restaurato senza invasività, e con la famiglia ci passa lunghi periodi.
Per il suo lavoro ha girato tutti i continenti, ha studiato i popoli, usi costumi, tradizioni, superstizioni, scritto molti saggi. Francoise ora è in pensione. E’ innamorata della nostra terra, naturale che soffra con noi dinanzi all’orrenda tragedia che è toccata a una ragazzina acqua e sapone e a una terra ancora incredula per tanta ferocia.
Conosce bene Montesardo, il paese del “mostro” (o i “mostri”?), e anche Specchia, il borgo della povera vittima innocente.
DOMANDA: Professoressa Serrero, che idea si è fatta?
RISPOSTA: “La vostra tragedia conferma la cattiva impressione che noi forestieri ultimamente ci siamo fatta, di voi e dei vostri paesi…”.
D. Ma quale brodo primordiale può incubare una ferocia simile?
R. “Adesso bisogna cercare di capire: è una recrudescenza del vostro passato, dei suoi aspetti peggiori, che riemergono, oppure il risultato di uno sviluppo male assimilato?
O magari tutte e due le cose? La risposta è tutta qui”.
D. E adesso? Qui siamo sconvolti e spaventati: forse i criminali assassini sono fra di noi, liberi e tranquilli…
R. “Anche noi tutti siamo spaventati e siamo anche preoccupati, per voi e per la vostra terra…”.
Francoise non lo dice, per non offenderci, ma si è confidata con amici comuni, a cui ha detto che adesso medita di vendere la sua bella casa, un gioiello architettonico, e non venire più qui in Salento.
La desertificazione umana e intellettuale avanza. Così saremo tutti più poveri, come uomini, come comunità, come terra. E, verrebbe da dire, ben ci sta.
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Lecce

mi dissocio totalamente da cio' che esprime questo individuo........non conosce il salento e la sua gente percio' merita il silenzio
RispondiEliminaLa signora Françoise Serrero sarà una di quelle francesi con la puzza sotto il naso di quelle che credono di essersi innamorate di luoghi come il Salento o il Sud dell'Italia in generale così come ci si può innamorare ad esempio del Costa Rica idealizzando pregi (e i difetti quando accadono disgrazie) che in realtà non esistono, ma in realtà non si sono innamorate affatto, semplicemente fa figo ed esotico vivere in luoghi che ignorantemente vengono ritenuti chic perché shabby/poveri. Si innamorano della favela di Rocinha per poi pentirsene amaramente quando si rendino conto che la loro inclinaziibe è starsene a pontificare di morake dai salotti buoni firmati Philippe Starck bevendo Bordeaux vintage da cristalli Lalique sfogliando una copia di Libération con accanto l'iPad caricato sulla pagina di Lupus Vuitton. Io sono straniero come la prof, per la precisione sono svizzero tedesco senza antenati italiani, semmai ho proprio qualche francese nell albero genealogico , e passo ad Otranto le mie estati da 35 anni (ma ci torno quando posso). E non ho la puzza sotto il naso come la francesina perché forse nei miei soggiorni mi sono degnato di conoscere e parlare con i miei vicini di casa, con la gente del luogo, con i pugliesi, insomma stare in mezzo alla gente piuttosto che osservarli dalla finestra , e sono arrivato alla conclusione che la Puglia meridionale è ancora un'isola felice per certi versi, probabilmente migliore della maggior parte delle zone periferiche della Francia per non parlare dei quartieri decentrati delle grandi città francesi. La professoressa probabilmente ha la disonestà intellettuale tipica dei francesi per cui la sporcizia francese è meno sporcizia di quella delle altre nazioni... magari secondo lei le strade di Montreuil per esempio saranno più sicure del capo di Leuca... il tutto grazie alla atavica superiorità della cultura francese (la soupe à l'oignon au grâtin sarà per forza meglio della zuppa di cipolle del contadino burino, anche se sono la stessa identica cosa...). Però a Montreuil e altre periferie metropolitane della inimitabile République di casi come quello di Noemi ne sono successi a palate.Ma Che ci puoi fare, la cultura francese e l'evoluzione regolare e lo sviluppo magnificamente assimilato loro ce l'hanno sempre avuto, per definizione. Se no Che francesi sarebbero??? Che se ne andasse pure la prof.
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