"Alle millennials consiglio la ricerca". Parla la scienziata Lucia Votano


di FRANCESCO GRECO - Fisico, dirigente di ricerca associata all'Istituto Nazionale di Ricerca Nucleare, la scienziata di origine calabrese (Villa San Govanni, RC) Lucia Votano ha svolto la sua attività fra il CERN, i Laboratori Nazionali di Frascati e del Gran Sasso e DESY (Amburgo).

E' stata la prima donna a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, il più grande laboratorio sotterraneo del mondo dove avvengono esperimenti "di frontiera" sui neutrini e la materia oscura.
 
E' tra i protagonisti della scoperta, in modo diretto, delle oscillazioni dei neutrini con l'esperimento OPERA.

Partecipa al Progetto JUNO in fase di realizzazione nella Cina meridionale.

E' stata insignita dal Presidente della Repubblica dell'onorificenza di Commendatore per meriti scientifici.
 
Nel 2015 ha pubblicato per Carocci "Il fantasma dell'universo (Che cos'è il neutrino") e nel 2017 per Di Renzo "La via della seta" (La fisica da Enrico Fermi alla Cina).
 
Insomma, un'eccellenza italiana, una di quelle donne con la "d" maiuscola, che ci  fanno onore nel mondo in un momento storico in cui abbiamo ben poco di cui vantarci. L'abbiamo incontrata. 

DOMANDA: Da quando lei iniziò la sua appassionata attività di ricerca a oggi, ci sono stati dei progressi? 
RISPOSTA: "I progressi della Fisica delle particelle elementari, dell’Astrofisica e della Cosmologia a partire dagli anni '70 fino a oggi sono stati enormi, entusiasmanti, ed è impossibile citarli tutti in breve tempo.
Sono stata fortunata a vivere la mia vita professionale proprio in questi anni.
Basti solo pensare che a partire dagli anni ’70 del secolo scorso le tante e nuove particelle scoperte sono state ricondotte entro un unico schema, oggi noto come il Modello Standard delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali (MS), che ci permette di inquadrare in un unico principio di simmetria, con l’esclusione della forza gravitazionale, tutte le particelle elementari e le forze, ossia le interazioni che avvengono tra esse.
Il Modello Standard incorpora e si basa sulla meccanica quantistica e la relatività ristretta di Einstein.
Possiamo pensare, con un’immagine ardita, che la realtà fisica sia come un enorme Lego, fatto di pezzi infinitesimali che si compongono e si scompongono in continuazione interagendo tra loro.
Il Modello Standard ci dice che i mattoni fondamentali sono 12 e che si dividono in due grandi gruppi: nel primo i 6 quark, che sono sempre legati tra loro a formare altre particelle; nel secondo i leptoni – che possono muoversi in maniera indipendente e tra i quali troviamo il ben noto elettrone – e poi il muone e il tau e i 3 neutrini, che sono la loro controparte, cioè il neutrino elettronico, il neutrino muonico e il neutrino del tau".

D. In fatto di risorse destinate alla ricerca, si lotta sempre con le cifre, eppure in alcuni campi (nanotecnologie, per esempio), l'Italia si è data un suo protagonismo...
R. "Non conosco nello specifico l'ammontare dei finanziamenti nel campo delle Nanotecnologie, ed è vero che alcuni settori possono soffrire un po’ meno di altri.
Rimane il fatto che l’Italia con il suo 1,2% di investimenti, in rapporto al PIL, in Ricerca e Sviluppo, è il fanalino di coda in Europa e in generale rispetto ai Paesi OCSE".

D. Si può fermare al fuga dei cervelli o bisogna rassegnarsi, anche perché il fenomeno è antico, storico? 
R. "La scienza è universale, parla una lingua comune e non è quindi strano, anzi è auspicabile che i cervelli si possano muovere liberamente in tutto il mondo.
Il problema tutto italiano è che il movimento dei cervelli è unidirezionale; per ogni italiano che, terminati gli studi o ancora prima, va a lavorare in altri paesi Europei o in America o in Asia, non abbiamo in ingresso un equivalente cervello di altra nazionalità che venga nel nostro Paese attratto da prospettive favorevoli di lavoro e di ricerca".

D. Pare di intuire che la Cina è la frontiera della ricerca dei prossimi anni: è solo un fatto di investimenti? 
R. "Sono andata in Cina per la prima volta nel 1990 per offrire agli scienziati dell’Accademia della Scienza di Pechino l’opportunità di venire a lavorare in Europa per un anno, utilizzando delle borse di studio simili come importo a quelle che davamo ai nostri giovani laureati.
Ci sono tornata qualche anno fa all’inizio della formazione della collaborazione JUNO e ho trovato un Paese completamente trasformato non solo nell’aspetto esteriore delle grandi città.
La Cina è passata in poco più di 20 anni da una posizione marginale in Fisica, come in altri settori, a essere un colosso della ricerca mondiale.
Basti pensare che questo esperimento gigante JUNO, di terza generazione nel campo dello studio dei neutrini, ha un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari, ed è finanziato quasi interamente dalla Cina.
Siamo noi europei e di altri Paesi del mondo che, percorrendo una rinnovata via della seta, ci rechiamo in Cina per svolgere attività di ricerca all’avanguardia.
Il miracolo è stato reso possibile da investimenti massicci nell’istruzione, nella formazione di un numero crescente di laureati e in ricerca scientifica.
Non è quindi un caso che nello stesso arco di tempo la Cina abbia assunto un ruolo sempre più rilevante nel panorama economico e politico mondiale".

D. Come sta andando JUNO? 
R. "Siamo ancora in fase di costruzione dell’apparato sperimentale e del laboratorio sotterraneo che lo ospiterà nella Cina meridionale.
L’inizio delle attività sperimentali e di presa dati è atteso per il 2021".

D. E' la materia oscura la sfida dei prossimi anni?
R. "Una delle sfide per il futuro è capire la natura della materia oscura dell’Universo, cinque volte più numerosa di tutte le stelle e le galassie dell’Universo".

D. Cosa pensa delle dichiarazioni maschiliste di un giovane prof. del CERN? Nel suo libro "La via della seta" lei afferma di non aver avuto ostacoli di natura sessista...
R. "Penso che il collega abbia scambiato la causa con l’effetto. Non esistono prove scientifiche di una minore propensione delle donne verso la Matematica e la Fisica.
Bisogna sempre ricordare che fino all’inizio del secolo scorso le donne non potevano neanche iscriversi all’Università, Cito solo Lise Meitner, nome notissimo agli addetti ai lavori, e mancato premio Nobel per la fissione nucleare.
Lise, nata a Vienna nel 1876, poté iscriversi alla facoltà di Scienze solo nel 1899 e trasferitasi a Berlino, fu costretta per molti anni a lavorare quasi furtivamente nello scantinato dell’Istituto di Chimica, disagiato e senza bagno.
Solo nel 1922 ottenne il posto di Privatdozent per insegnare Fisica, la prima donna in un’Università della Prussia.
Eppure i suoi lavori sulla radioattività sono stati fondamentali per la scoperta della fissione nucleare per cui il suo collega di una vita Otto Hahn ottenne il premio Nobel.
Lei, proposta più di dieci volte, non lo vinse mai.
Oggi la situazione è ovviamente diversa, tuttavia, ancora non c’è equilibrio di genere ai livelli apicali della carriera scientifica.
I meccanismi sono molto più subdoli, inconsci e infine la donna paga ancora un suo maggiore impegno in famiglia".

D. Consiglierebbe la Fisica e la ricerca a una millennials d'oggi? 
R. "Si, certamente, anche se non sarà sempre facile conciliare un mestiere così impegnativo con la vita affettiva e familiare. Tuttavia, la mia generazione ha dimostrato come sia possibile, anche tra tanti ostacoli.
Inoltre il mestiere di ricercatore è divertente e può regalare molte soddisfazioni. Non dimentichiamo che la ricerca scientifica è la risposta all’insaziabile desiderio dell’uomo di conoscere ciò che lo circonda, sulla Terra e nell’Universo.
Inoltre ha assunto un sempre maggiore ruolo sociale. Viviamo oggi in piena società della Conoscenza e la ricerca è diventata uno dei motori principali delle dinamiche di sviluppo economico e sociale di un Paese.
Per cercare di tenere il passo ai nuovi grandi protagonisti dell’economia e della politica mondiale, occorre dunque puntare sullo sviluppo della Conoscenza, intesa come insieme di istruzione, ricerca e cultura".

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