Header Ads

Bif&st, Emiliano: "Attraverso il cinema la Puglia e Taranto non sono sole nelle grandi battaglie"


BARI - “È stata un'edizione che ha visto un esordio clamoroso, con la presenza di quattro Premi Oscar, Tornatore, Piovani, Quaranta e ovviamente Morricone che ci ha regalato non solo la sua presenza artistica, ma anche quella umana”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo alla conferenza stampa conclusiva di Bif&st, Bari international film festival promosso dalla Regione Puglia e Apulia Film Commission, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, del direttore Felice Laudadio, della presidente di Afc Simonetta Dellomonaco e del direttore Afc Antonio Parente. 

“Bari si è commossa - ha proseguito Emiliano - e ha commosso il maestro Morricone soprattutto dentro il Petruzzelli, teatro che ho avuto l’onore e l'onere di ricostruire di inaugurare. Per me è stato un grande momento, anche perché lui sa che la musica ha bisogno dei teatri e adesso possiamo dire che i teatri hanno bisogno del cinema. Il Petruzzelli è diventato la sede di questo festival, che cresce d'importanza anno per anno e sul quale la Regione Puglia vuole investire sempre di più non solo risorse ma soprattutto idee. Ieri sera c'è stato un momento straordinario tra i tanti: “Il grande spirito” di Sergio Rubini, la sua interpretazione insieme a quella di Rocco Papaleo, e la presenza di Domenico Procacci, mi hanno profondamente scosso, come hanno scosso tutto il pubblico presente, si sono alzati tutti in piedi e hanno applaudito per minuti e minuti. E vedere sullo sfondo di questo film uno dei drammi della mia vita che è la fabbrica di Taranto mi dà il senso che la Puglia non è sola nelle sue battaglie, che i tarantini non sono soli. Grandissimi artisti, senza che nessuno chiedesse nulla, sono stati capaci di intercettare quell'ansia terribile che la città vive ogni giorno da cinquant'anni e l’hanno trasformata in queste scene riprese sui tetti della città di Taranto, che avevano sempre come scenario appunto l'Ilva. E penso si tratti veramente di un film geniale e tenerissimo, perché è anche una raccomandazione a tutti noi pugliesi e tarantini: nonostante tutte le ingiustizie e le brutalità che subiamo ancora da parte della Repubblica italiana in quel frangente di non perdere la nostra umanità, come il capo dei Sioux ha saputo fare, e come anche lo stesso personaggio interpretato da Sergio Rubini ha saputo fare creando subito con il suo ospite una relazione umana profondissima. Taranto non deve perdere la sua relazione umana con il mondo, nonostante la rabbia che custodiamo dentro il nostro cuore. Io cinema serve anche a questo, a dare voce a chi non ce l’ha. Questo è il cinema, questo è il Bif&st”.