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Bif&st 2020: il sequel che rifugge il loop

Bif&st 2020: il sequel che rifugge il loop

di FREDERIC PASCALI - Esistono delle saghe cinematografiche i cui sequel si perdono in infiniti rivoli e tuttavia riescono a mantenere intatto l’interesse del pubblico e la convinzione che ogni nuovo episodio possa essere in grado di regalare qualcosa di inedito e interessante. Sembrano essere questi gli intenti del Bari International Film Festival che ha celebrato i suoi Stati Generali nell’ambito dell’appena trascorsa Mostra del Cinema di Venezia.

Dedicata al grande regista Mario Monicelli, la manifestazione barese, diretta e ideata da Felice Laudadio, continua la sua tradizione pescando a piene mani in una narrazione attenta alla realtà e ai suoi cambiamenti storico-sociali.

La grande novità dell’edizione 2020 ha le sembianze del restaurato splendido teatro Piccinni, per l’occasione destinato a ospitare una rassegna di otto film della recente produzione di una grande cinematografia straniera, presenti in sala i relativi autori e interpreti.

Dopo il Petruzzelli e il Margherita salgono dunque a tre i teatri arruolati dal Bif&st che, comprendendo anche la storica partnership con il Multicinema Galleria, idealmente sembra sempre più voler ridefinire cinematograficamente il centro cittadino. O perlomeno sarà così nella sua settimana di allocazione, dal 21 al 28 marzo, con il ritorno al debutto di primavera. Chissà se poi l’amministrazione comunale vorrà ulteriormente incidere in tal senso implementando le suggestioni strutturali,navette,cartellonistica,schermi,ecc.,sull’intero tessuto urbano. 

Fermo restando il consueto palinsesto relativo ai concorsi e alle Anteprime Internazionali nelle serate del Teatro Petruzzelli, la presentazione “veneziana” ha svelato la prossima sezione dedicata al cinema e la scienza con l’annuncio di una rassegna di sette pellicole  in tema con la collaborazione dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Bari diretto dal Prof. Alessandro Bertolino. In questo solco di interazione con le istituzioni accademiche si colloca il ciclo di 5 film sul tema “Donne diritti cinema” promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza –Dottorato di ricerca-, dall’Ordine degli Avvocati baresi e dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia.

Detto della direzione di Gianni Amelio nel Laboratorio dedicato alla regia per il resto non resta che aspettare lo scorrere dei giorni e la definizione dei nomi di tutti i protagonisti.

Quattro teatri per il Bif&st del futuro

Quattro teatri per il Bif&st del futuro


di FREDERIC PASCALI - La proiezione, in un teatro Petruzzelli gremito in ogni ordine di posti, di “Passeggeri Notturni”del regista Riccardo Grandi ha chiuso ufficialmente la decima edizione del Bari International Film Festival. Quella presentata è stata la versione lungometraggio di una serie tv in 10 brevi puntate, di circa 15 minuti l’una, prossimamente in onda su Rai2 e tratta da una raccolta di racconti di Gianrico Carofiglio. Il risultato finale sul grande schermo non ha convinto, appesantito da una disomogeneità d’interpretazione, il protagonista non brilla particolarmente, e da una sceneggiatura, specie nei dialoghi, che risente troppo del format.

Poco prima, sempre sullo stesso palcoscenico, prima del simpatico show di Valerio Mastandrea, insignito del “Federico Fellini Platinum Award For Cinematic Excellence”, era andata in scena l’ultima serie di premiazioni relativa, stavolta, alla sezione “Panorama Internazionale”, mai come quest’anno caratterizzata da un livello di assoluta qualità. Il premio per la miglior regia è andato al turco Ali Vatansever per “Saf”, Seu Jorge è stato designato miglior attore protagonista per il film brasiliano “Marighella” di Wagner Moura e Trine Dyrholm, già applaudita interprete di film come “Nico 1988”, migliore protagonista femminile per la pellicola danese “Queen of Hearts” di May el-Toukhy. Eccezionalmente la giuria, presieduta dal critico britannico Derek Malcolm, ha poi consegnato una Menzione Speciale all’attrice Martina Apostolova per il film bulgaro “Irina” di Nadejda Koseva.

Buono è stato anche il livello della maggior parte dei lavori in concorso nella sezione “Opere Prime e Seconde” dove la giuria popolare, diretta dalla scrittrice Lidia Ravera, ha assegnato per “Ricordi?” il premio per la miglior regia a Valerio Mieli e a Linda Caridi quello per la migliore attrice protagonista. Il bravissimo Alessandro Borghi ha vinto quello come miglior attore per “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini.

In sede di bilancio finale questa edizione del Bif&st dedicata a Ennio Morricone, accolto a Bari da un entusiasmo degno di una rockstar, registra un incremento degli spettatori,76000,la presenza di un numero monstre di illustri addetti ai lavori, 418, e oltre 600000 utenti raggiunti sui social network. Cifre importanti che autorizzano a pensare a un futuro dagli orizzonti radiosi per una edizione 2020, dal 21 al 28 marzo, che assommerà il teatro Piccinni senza lesinare le speranze per il teatro Kursaal.

Bif&st, Emiliano: "Attraverso il cinema la Puglia e Taranto non sono sole nelle grandi battaglie"

Bif&st, Emiliano: "Attraverso il cinema la Puglia e Taranto non sono sole nelle grandi battaglie"


BARI - “È stata un'edizione che ha visto un esordio clamoroso, con la presenza di quattro Premi Oscar, Tornatore, Piovani, Quaranta e ovviamente Morricone che ci ha regalato non solo la sua presenza artistica, ma anche quella umana”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo alla conferenza stampa conclusiva di Bif&st, Bari international film festival promosso dalla Regione Puglia e Apulia Film Commission, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, del direttore Felice Laudadio, della presidente di Afc Simonetta Dellomonaco e del direttore Afc Antonio Parente. 

“Bari si è commossa - ha proseguito Emiliano - e ha commosso il maestro Morricone soprattutto dentro il Petruzzelli, teatro che ho avuto l’onore e l'onere di ricostruire di inaugurare. Per me è stato un grande momento, anche perché lui sa che la musica ha bisogno dei teatri e adesso possiamo dire che i teatri hanno bisogno del cinema. Il Petruzzelli è diventato la sede di questo festival, che cresce d'importanza anno per anno e sul quale la Regione Puglia vuole investire sempre di più non solo risorse ma soprattutto idee. Ieri sera c'è stato un momento straordinario tra i tanti: “Il grande spirito” di Sergio Rubini, la sua interpretazione insieme a quella di Rocco Papaleo, e la presenza di Domenico Procacci, mi hanno profondamente scosso, come hanno scosso tutto il pubblico presente, si sono alzati tutti in piedi e hanno applaudito per minuti e minuti. E vedere sullo sfondo di questo film uno dei drammi della mia vita che è la fabbrica di Taranto mi dà il senso che la Puglia non è sola nelle sue battaglie, che i tarantini non sono soli. Grandissimi artisti, senza che nessuno chiedesse nulla, sono stati capaci di intercettare quell'ansia terribile che la città vive ogni giorno da cinquant'anni e l’hanno trasformata in queste scene riprese sui tetti della città di Taranto, che avevano sempre come scenario appunto l'Ilva. E penso si tratti veramente di un film geniale e tenerissimo, perché è anche una raccomandazione a tutti noi pugliesi e tarantini: nonostante tutte le ingiustizie e le brutalità che subiamo ancora da parte della Repubblica italiana in quel frangente di non perdere la nostra umanità, come il capo dei Sioux ha saputo fare, e come anche lo stesso personaggio interpretato da Sergio Rubini ha saputo fare creando subito con il suo ospite una relazione umana profondissima. Taranto non deve perdere la sua relazione umana con il mondo, nonostante la rabbia che custodiamo dentro il nostro cuore. Io cinema serve anche a questo, a dare voce a chi non ce l’ha. Questo è il cinema, questo è il Bif&st”.

Valerio Mastandrea e i Passeggeri Notturni per l’ultimo atto del Bif&st 2019

Valerio Mastandrea e i Passeggeri Notturni per l’ultimo atto del Bif&st 2019


di FREDERIC PASCALI - Giunti all’ultimo giorno di questa decima edizione del Bari International Film Festival resta ancora qualcosa da dire sul lavoro firmato da Sergio Rubini andato in scena ieri sera. Il suo “Il Grande Spirito”, di cui è regista e interprete principale, è un dramedy tout court che dipana il proprio racconto sullo sfondo di una Taranto quasi distopica con i fumi dell’Ilva indefessi coprotagonisti dell’intera pellicola. Senza svelare nulla, la struttura su cui è adagiata la sceneggiatura, di Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini e dello stesso Rubini, ricorda molto da vicino quella di un cult quale fu l’indimenticato “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman. 

I personaggi di Rubini e Papaleo, “Barboncino” e “Cervo Nero”, nelle loro dinamiche relazionali, e nel percorso cui la storia li costringe, rievocano molto da vicino le gesta di “McMurphy” e il “Grande Capo”, rispettivamente Jack Nicholson e Will Sampson. Detto questo, “Il Grande Spirito” è un film che ha un suo registro molto ben preciso con gli archetipi di Voegler quasi tutti rappresentati, un’ottima prova dell’intero cast, a cominciare dai due protagonisti per finire con la brava Ivana Lotito, una fotografia, di Michele d’Attanasio, che rende il “messaggio”, e il sostegno corale delle belle musiche di Ludovico Einaudi.

I dubbi, semmai, sorgono sulla messinscena di uno spaccato sociale già osservato tante altre volte, seppur con vicende personali differenti, che soffre un po’ di ridondanza nell’uso del dialetto e degli stereotipi criminali classici della delinquenza locale. In attesa del giudizio del pubblico, tornando al Bif&st, va detto che al mattino c’è stata la Master Class di Valerio Mastandrea, atteso poi nel serale del teatro Petruzzelli per la consegna del “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” e che nel pomeriggio, nello stesso politeama, vi sarà la possibilità di seguire il restaurato “Polvere di stelle” di Alberto Sordi, interpretato da Monica Vitti e lo stesso Sordi.

L’ultimo atto della manifestazione vedrà la proiezione di “Passeggeri Notturni”, il film di Riccardo Grandi ispirato da un romanzo di Gianrico Carofiglio, la consegna dei premi relativi al “Panorama Internazionale” e a Mario Martone e Ippolita Di Majo, nella sezione lungometraggi, miglior soggetto per “Capri Revolution” dello stesso Martone.

Passa per Timbuktu il Bif&st di Bernd Böhlic e Sergio Rubini

Passa per Timbuktu il Bif&st di Bernd Böhlic e Sergio Rubini


di FREDERIC PASCALI - Con ancora nella mente le musiche roboanti del biopic di Anne Sewitsky, dedicato alla grande pattinatrice Sonja Heniei, il venerdì del Bif&st non lesina spunti nella sezione “Intolerance” con la proiezione, nel programma del primo pomeriggio del Galleria, di “Timbuktu”, scritto e diretto da Abderrahmane Sissako. Una pellicola del 2014 che narra la vicenda di un villaggio di pastori del Malì costretto a cambiare abitudini e libertà a causa dell’arrivo di un gruppo di integralisti jihãdisti che impongono loro regole sociali e di comportamento. La reazione della comunità diventa un modello trascrivibile in qualsiasi altra parte del mondo. Nello stesso ambito, ma qualche decina d’anni addietro, è ambientato “Und der Zukunft Zugewandt” di Bernd Böhlic. 

Il film tedesco in concorso nella sezione “Panorama Internazionale”, dal titolo inglese, “Sealed Lips”, curiosamente uguale a quello di un noir americano del 1942, affronta le peripezie di una giovane comunista tedesca che si reca in Unione Sovietica e viene ingiustamente accusata di spionaggio e deportata in un gulag, è il 1952. Il ritorno della donna nella sua divenuta Germania Est stride con la necessità politica di tacere sulle storture del regime sovietico. Il dramma, splendidamente interpretato da Alexandra Maria Lara,nel ruolo della protagonista, si avvale dell’efficacia della fotografia di Thomas Pienert, magistrale nel ricreare la giusta cornice di luce per il passaggio storico in questione. 

La conclusione di giornata del Bari International Film Festival è affidata a Sergio Rubini e il suo “Il grande spirito”. La commedia da lui diretta, in cui recita anche il ruolo di protagonista affiancato da Rocco Papaleo e Bianca Guaccero, narra la vicenda di un malavitoso, Tonino, che dopo una rapina abbandona i suoi complici sottraendo loro l’intero malloppo. Il resto della banda non la prende bene e dopo un inseguimento sui tetti di Taranto è solo l’intervento di Corvo Nero, un eccentrico personaggio che crede di essere un Sioux,a salvarlo momentaneamente dalla cattura. Precede la proiezione la proclamazione dei vincitori delle “Opere prime e seconde” con la consegna del Premio Nuovo IMAIE e la successiva assegnazione a Paolo Del Brocco, produttore di “Dogman” e Amministratore Delegato di Rai Cinema, del Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence.

Il dramma del Garage Olimpo, Rafaël e Sonja The White Swan, la condizione umana al Bif&st

Il dramma del Garage Olimpo, Rafaël e Sonja The White Swan, la condizione umana al Bif&st


di FREDERIC PASCALI - Giunti al terzultimo atto del Bari International Film Festival gli appuntamenti si susseguono serrati e di grande interesse costringendo il pubblico a operare forzatamente delle scelte, così come accade nell’odierno preserale. Nella sala 4 del Galleria va in scena “Garage Olimpo”, un lavoro del 1999 di Marco Bechis che affronta il durissimo passato dell’Argentina della dittatura caratterizzata dalla reclusione, la tortura e la “sparizione” di tutti i potenziali avversari politici. Il “Garage Olimpo” era tristemente famoso per essere uno dei luoghi preposti allo scopo. 

Dopo la proiezione sarà possibile dibatterne con Micaela Frulli, Docente di Diritto Internazionale dell’Università di Firenze, l’avvocato Michele Laforgia, il critico cinematografico Gemma Lanzo, il giornalista Rai Gaetano Prisciantelli e Ignazio Tredici, Judicial Affairs Officer delle Nazioni Unite. Quasi in contemporanea, qualche centinaio di metri più in là, presso il Teatro Petruzzelli, Il Bif&st proietta “Rafaël” dell’olandese Ben Sombogaart, in concorso nella sezione Panorama Internazionale, mai come quest’anno ricca di lavori di elevata qualità. La pellicola è un dramma romantico che affonda le sue radici nella controversa stagione della cosiddetta primavera araba. La produzione, olandese, belga e croata si avvale delle belle interpretazioni di Melody Klaver e Nabil Mallat coadiuvate dell’efficace fotografia di Jan Moeskops, dando vita a un’opera di grande tensione emotiva. 

La chiusura di serata del Politeama barese è affidata a “Sonja The White Swan”, il bel film biografico di Anne Sewitsky che narra la storia di una grande atleta del passato: la pattinatrice Sonja Henie. Il racconto si dipana dal momento in cui Sonja decide di trasferirsi a Hollywood per intraprendere la carriera di attrice con il suo primo film da protagonista, trionfatore al botteghino del 1937, che traccia le premesse per un futuro memorabile. Nella medesima sessione serale Dimitri Capuani riceverà il premio della miglior sceneggiatura, per “Dogman” di Matteo Garrone, mentre a Sasha Ring e Philipp Thimm andrà quello del miglior compositore delle musiche per “Capri Revolution” di Sergio Martone. Sullo stesso palco Roberto Andò, regista, sceneggiatore e scrittore autore della Master Class mattutina, sarà insignito del “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”.

Il Primo maggio del Bif&st con Valeria Golino, Balloon e La tragedia di un uomo ridicolo

Il Primo maggio del Bif&st con Valeria Golino, Balloon e La tragedia di un uomo ridicolo


di FREDERIC PASCALI - La Festa dei lavoratori e un’aria finalmente primaverile hanno fatto da cornice a un’acclamata Master Class di Valeria Golino, attesa, come di consueto per i relatori del mattino, nella serata del Petruzzelli per ricevere il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”.

Stessa scena a cui attiene la premiazione, per la sezione lungometraggi, di Alessandro Gazale, miglior attore protagonista per “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius e Marina Confalone per “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis. Il rito precederà la proiezione di “Balloon” del tedesco Michael Bully Herbig, un dramma dalle venature thriller ambientato nella Germania Est del 1979 nel quale le famiglie degli Strelzyk e degli Wetzel cercano di raggiungere la Germania Ovest attraversando il confine con una mongolfiera. La sceneggiatura senza pause di Kit Hopkins e Thilo Roscheisen, sostenuta dalla bella fotografia di Torsten Breuer, assicura alla pellicola un impatto realistico da seguire con grande attenzione.

Per chi poi avesse intenzione di non chiudere la giornata senza farsi due passi nella storia del cinema è il caso di recarsi, prima del calare della notte, nella sala 5 del Galleria per “La tragedia di un uomo ridicolo”. Un evergreen del 1981, a firma del grande Bernardo Bertolucci, con protagonista Ugo Tognazzi, nell’occasione vincitore a Cannes del premio per la miglior interpretazione maschile, affiancato da Anouk Aimée, Vittorio Caprioli e Laura Morante, che si caratterizza anche per la presenza della fotografia eccelsa di Carlo Di Palma, già presente in lavori consegnati al Mito come “Blow Up” di Antonioni e “L’armata Brancaleone” di Monicelli.

Non ultimo va ricordato “In cammino verso il futuro. Il cinema interattivo”, l’interessante evento proposto nel preserale del Cinema Galleria a cura della Scuola Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia. Per chi fosse curioso del futuro e delle nuove frontiere di fruizione dell’audiovisivo, tradotte nell’esperimento del dicembre scorso nel quale Netflix diffuse presso i suoi 135 milioni di spettatori web il film interattivo “Black Mirror:Bandersnatch”, questo è un appuntamento da non perdere.

Il giro di boa del Bif&st a vele spiegate con Roberto Herlitzka, The Waiter e Van Goghs

Il giro di boa del Bif&st a vele spiegate con Roberto Herlitzka, The Waiter e Van Goghs


di FREDERIC PASCALI - Giunti al quarto giorno l’intensità del Bari International Film Festival non accenna a diminuire e mette in campo un palinsesto variegato e trapuntato di eventi. Si è cominciato al mattino con la seguitissima Master Class di Roberto Herlitzka, atteso poi nella serata del Petruzzelli per ricevere il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”, per proseguire nel pomeriggio con il primo film in programma per l’odierna sezione del “Panorama Internazionale”: “The Waiter”. 

La pellicola, scritta e diretta dall’americano di origini greche Steve Krikris,al suo primo lungometraggio, è un thriller dalle intricate venature psicologiche, un po’ a metà strada tra il piglio di David Lynch e quello di Yorgos Lanthimos. Da seguire attentamente anche per le figurazioni e gli effetti della fotografia di Giorgos Karvelas.

Le complicanze mutano e investono la sfera amorosa quando si cede il passo alle opere del preserale e del serale del Petruzzelli. “Rosa”,sceneggiata e diretta dalla triestina Katja Colja, ha come protagonista una bravissima Lunetta Savino nei panni di una donna che, dopo un grave lutto come può essere la perdita di un figlio, riesce lentamente a ritrovare sé stessa e la voglia di essere amata e di amare.

Di amori contrastati e perduti si parla anche in “Van Goghs” del russo Sergej Livnev. Il rapporto difficile tra un padre famoso e un figlio alla ricerca di sé stesso tende a essere controverso anche quando si è in età ormai più che adulta. Da seguire le interpretazioni dei due protagonisti: Aleksej Serebryakov e Daniel Olbrychski.

Ricordando, per chi non l’avesse visto a suo tempo nella programmazione ordinaria di quest’anno, che alle 20,30, per il concorso dedicato alle opere prime e seconde, il Galleria propone “Ride” di Valerio Mastandrea, vanno sanciti i premiati di giornata che, per la sezione dedicata ai lungometraggi, sono Daniele Ciprì, miglior fotografia per “La paranza dei bambini”,e Viorica Petrovici, migliori costumi per “Menocchio” di Alberto Fasulo.

The Witness e Sons of Denmark, al Bif&st le guerre degli uomini

The Witness e Sons of Denmark, al Bif&st le guerre degli uomini


di FREDERIC PASCALI - Mentre il cielo barese di questo inizio settimana assume i colori lividi di nuvole in assetto da pioggia, il Bari International Film Festival, nel suo terzo giorno di programmazione, dopo l’omaggio mattutino dedicato alla memoria del compianto Maestro Bernardo Bertolucci, propone una giornata di conoscenza e approfondimento sui tanti atti bellici che hanno insanguinato gli ultimi 30 anni della nostra Europa. 

In questo spaccato “Sons of Denmark”, scritto e diretto dal talentuoso Ulaa Salim, al suo primo lavoro di lungometraggio, in visione nella sezione “Panorama Internazionale” del preserale del teatro Petruzzelli, analizza, prendendo spunto dall’attentato dinamitardo di Copenaghen del 2015, le naturali capacità dell’estremismo di radicalizzarsi e normalizzarsi in men che non si dica.

Dai toni larvatamente biografici, la pellicola si focalizza sulla tendenza di un Paese che nel momento della tragedia sembra rivolgersi contro i propri cittadini marchiati dall’unica colpa di avere un passato di migrazione.

È questo il viatico per “The Witness”, il film delle 21, sempre al teatro Petruzzelli, diretto da Mitko Panov e arricchito da una delle ultime interpretazioni di Bruno Ganz, insignito dal Bif&st del “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” alla memoria. Una trama nella quale il dramma e la tragedia sono sorelle ineluttabili di una delle tante storie nate sulle ceneri della guerra dell’ex Yugoslavia, il ventre molle dell’Occidente da cui periodicamente riemergono ferite laceranti. 

In chiusura, e prima di volgere il pensiero al domani e alla Master Class di Roberto Herlitzka, va spesa una nota di delusione per il tanto atteso “Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello, in visione nell’anteprima di ieri sera. 

A parte le buone interpretazioni dei protagonisti e le potenzialità della storia, tratta da un libro di Francesco Caringella, magistrato Consigliere di Stato, la sceneggiatura, imperlata di dialoghi a metà strada tra l’eccessivamente teatrale e lo scontato, non convince e fatica a dare la giusta forza e potenzialità adagiando la pellicola nel tranquillo mare magnum del déjà vu dove le emozioni e la suspense nuotano di rado. 

La domenica del Bif&st con Saf, Suspiria e Le monde de Paolo Sorrentino

La domenica del Bif&st con Saf, Suspiria e Le monde de Paolo Sorrentino


di FREDERIC PASCALI - Gli incroci complessi della vita determinati da scelte volontarie e involontarie molto spesso si riverberano sul futuro di ognuno di noi con altrettante conseguenze colme di questioni indecifrabili.

Il Bari International Film Festival affronta la sua domenica impegnandosi in un modo esattamente opposto e propone una giornata di spiegazioni e di risposte trasportando il pubblico in un viaggio dettagliato nel dietro le quinte di quell’opificio immaginifico chiamato cinema. “Le monde de Paolo Sorrentino” attiene in pieno allo scopo. 

Questo bel documentario di Sandra Marti ed Emmanuel Barnault, girato tra Roma e la Sardegna sul set di “Loro”, si concentra sulla figura di Paolo Sorrentino, e sulla sua espressione artistica, principalmente attraverso le testimonianze di Luca Bigazzi, Toni Servillo, Cristiano Travaglioli e Nicola Giuiano, storiche professionalità di altissimo valore da sempre protagonisti di molti film del regista campano. Il lavoro, in proiezione oggi pomeriggio nella sala 1 del Galleria, aggiunge la peculiarità di alcuni inediti de “La Grande Bellezza” e un’intervista esplicativa allo stesso Sorrentino.

Nel medesimo solco si è instradata la Master Class mattutina del Bif&st con Paola Cortellesi, insignita nell’occasione del “Federico Felliini Platinum Award” e la conferenza tenuta da Francesco Caringella, nell’ex palazzo delle Poste, dal tema “Il mistero del processo tra cinema e letteratura”. 

In un certo senso, insiste nello stesso insieme anche “Saf”, la pellicola diretta dal regista turco Ali Vatansever, in concorso nella sezione “Panorama Internazionale” e prevista in visione nel preserale del teatro Petruzzelli. Il lungometraggio, dalla natura dolorosamente umana, si concentra sulle conseguenze del rinnovamento urbano incontrollato patite da una famiglia di rifugiati siriani in un’area periferica di Istanbul. 

Un modo efficace per non smettere di riflettere cercando consapevolezze e profondità. Almeno fino alla seconda serata quando il “Suspiria” di Luca Guadagnino, premiato nella sezione lungometraggi con il titolo di “miglior produttore” e“miglior montaggio”, a Walter Fasano, promette di veicolare incertezze e paure in astrazioni senza conseguenze e sensi di colpa.

Ennio Morricone, Bruno Ganz e David Wark Griffith: il Bif&st è tornato

Ennio Morricone, Bruno Ganz e David Wark Griffith: il Bif&st è tornato


di FREDERIC PASCALI - Dieci anni dopo il suo debutto è ancora un sabato a incorniciare una nuova partenza di quella bella avventura cinematografica, a metà tra la divulgazione e il costume, che corrisponde al nome di Bari International Film Festival. 

Il Maestro Ennio Morricone, protagonista assoluto di giornata e figura simbolo di questa edizione, dopo la mattinata al Petruzzelli con la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco Antonio Decaro, sarà alle 18,30, insieme a Giuseppe Tornatore, al Teatro Margherita per interloquire con il pubblico alla presentazione del libro “Ennio. Un maestro. Conversazione”. Il Maestro concluderà poi la sua giornata festivaliera con la serata di gala del Petruzzelli nella quale gli verrà consegnato il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”. 

Come d’abitudine, avrebbe cantato Claude François, le diramazioni d’interesse del Bif&st tendono sempre ad amplificarsi verso parametri non distanti dall’infinito. Così accade, per esempio, che nel pomeriggio la sala 3 del Galleria ospiti la proiezione di “Intolerance” di David Wark Griffith, una pellicola monstre datata 1916 che riassume 4 episodi della storia dell’umanità legati al tema dell’intolleranza, il Festival quest’anno gli dedica una sezione, e alle possibilità dell’Amore di superarlo. Un affresco di 168 minuti entrato di diritto nella leggenda del Cinema. 

Una sottolineatura d’obbligo merita “In Times of Fading Lights”, il primo dei due film relativi al tributo per Bruno Ganz, il grande attore svizzero scomparso di recente. La pellicola, datata 2017 e diretta da Matti Geschonneck, è ambientata nella Berlino est del 1989 dove Wilhelm, ex combattente e stalinista convinto, per festeggiare i suoi novant’anni ha radunato tutta la sua famiglia salvo il nipote Sasha che nessuno sa che nel frattempo è passato nella parte Ovest della città. La proiezione è prevista per le 17 presso il teatro Petruzzelli. 

Lo stesso dove, dopo la premiazione di Morricone, il grande schermo darà spazio all’inedito “Napoli che canta” del 1926, di Leone Roberto Roberti, padre di Sergio Leone, con a seguire un recital a tema di Lina Sastri. Il domani sarà l’atteso “Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello. 

Bif&st 2019, al via la decima edizione

Bif&st 2019, al via la decima edizione

BARI - “Il Bifest è un innesco potentissimo che la Regione Puglia rivendica, promettendo di continuare su questa strada, perché senza tutto questo anche la grande resistenza economica della Puglia sarebbe stata impossibile. Investire in cultura non è celebrare sé stessi, per noi è investire sulle persone, sul futuro, sulle professioni legate a questo mondo straordinario”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo oggi alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2019 del Bif&st, il Festival internazionale del Cinema promosso da Regione Puglia e Apulia Film Commission, che prende il via domani a Bari. Con Emiliano c’erano il direttore artistico Felice Laudadio, la presidente di Apulia Film Commission Simonetta Dellomonaco e l'attrice Lina Sastri.

“Mi auguro che la Regione Puglia abbia sempre questa capacità di connettere il pragmatismo dei pugliesi alla cultura, perché le due cose non sono in contrasto: l’investimento pubblico in questo settore è fondamentale. A volte il mondo della cultura tende all’elitarismo, ma non in Puglia: noi abbiamo aperto questo mondo bellissimo a tutti, come dimostra la grande quantità di persone che al Bifest paga l’abbonamento per vedere i film o che si mette in fila per le lezioni di cinema”. 

“La cultura – ha detto Emiliano - è un elemento di progresso di tutti, non è un elemento di divisione. Tutti possono essere pugliesi: la presenza di Lina Sastri ci riempie di onore e di felicità. La ringrazio perché si immerge dentro noi attraverso la sua identità culturale molto forte e definita, che sentiamo nostra proprio per la capacità che la Puglia ha di vivere anche le culture diverse e di trasformarle in un elemento di crescita. La Puglia cresce, soprattutto nei punti più difficili, perché la cultura serve dove è più improbabile trovarla”.

“Stiamo lavorando soprattutto connettendo gli eventi culturali alla strategia turistica e ai voli aerei – ha proseguito Emiliano - Quindi pragmatismo e sogno, a proposito di ali, vanno insieme. Il nostro compito è logistico: i politici non devono strutturare i programmi artistici. I politici devono sgomberare le strade di coloro che hanno forza e creatività. La terra che ha il coraggio di investire in cultura ne riceve molto di più di ciò che regala. Perché il successo e la tenuta economica di questa regione non sarebbero stati possibili senza i massicci investimenti in cultura, compresa quella di tutti i giorni: abbiamo investito più di cento milioni di euro in biblioteche di comunità. Chi non legge è difficile che poi vada al cinema o a teatro, prepariamo il pubblico sin da piccolo, educandolo alla legalità, alla lotta contro le mafie, all’antimafia sociale per la quale abbiamo destinato altri undici milioni di euro. Tutto questo fa della Puglia un luogo speciale”.

Michele Emiliano domani interverrà al Teatro Petruzzelli alle ore 11 alla cerimonia di Consegna della Chiavi della Città a Ennio Morricone e alle 20.30 all’inaugurazione della decima edizione del Bif&st.

Dolceroma

Dolceroma

di FREDERIC PASCALI - Ci sono delle storie nelle quali il “sopra le righe”, la forzatura, ricorre sempre a cavallo di labili confini tra il funzionale e il gratuito. Come in quella diretta dalla regia di Fabio Resinaro, soggetta non di rado a perdersi in sconfinamenti di difficile riequilibrio. 

Una commedia criminale che gioca molto sulle citazioni e sui movimenti di una macchina da presa incline a fare il verso a operazioni televisive di matrice a stelle e strisce. Un esperimento che graffia il consueto sviluppo creativo dell’attuale commedia italiana ma, sfortunatamente, si perde nella sua stessa estrosità restando prigioniera di una sorta di iconico narcisistico autocompiacimento.

La trama narra le vicende di un giovane scrittore, Andrea Serrano,a cui, un giorno, inaspettatamente, una telefonata  apre le porte del successo. Chi lo cerca è Oscar Martello, un potente produttore cinematografico della capitale che ha deciso di fare un film traendolo dal suo ultimo libro. È la svolta tanto attesa ma anche l’inizio di un tormentato percorso che porta Andrea al centro di un ingarbugliato intrigo di amore e malaffare.

“Dolceroma” è indubbiamente un esperimento coraggioso sostenuto da una buona interpretazione dei due attori principali, Lorenzo Richelmy, “Andrea”, e Luca Barbareschi, “Oscar”, ma ridimensionato da una sceneggiatura, dello stesso regista e di Fausto Brizzi, che si perde in rivoli che troppo spesso conducono la narrazione negli infiniti campi del grottesco e del caricaturale. Un effetto voluto? Può essere ma di sicuro non ben riuscito, con la storia che finisce per rimanere vittima del patinato a tutti i costi e dei richiami al passato che freneticamente si rincorrono tra loro. 

L’ombra del finto verso al sempiterno “Viale del tramonto” aleggia nelle sequenze iniziali e finali mentre la tirata contro la Roma cinematografica corrotta e facilona si disegna di profili da fumetto con inserti poliziotteschi, vedi la figura dell’ispettore Raul Ventura, e immersioni kitsch di corpi nudi in bagni di miele. Ne deriva un potpourri dal quale tutto sommato ne escono abbastanza bene le due interpreti femminili principali, la protagonista Valentina Bellè, “Jacaranda”, e Claudia Gerini, “Helga”, così come il complesso lavoro di Paolo Bellan, il direttore della fotografia.

È il 10 il numero del Bif&st di Morricone

È il 10 il numero del Bif&st di Morricone

di FREDERIC PASCALI - Ormai ci siamo. Mancano poco più di due settimane a sabato 27 aprile e al debutto dell’edizione di quest’anno del Bari International Film Festival. La creatura di Felice Laudadio, direttore artistico della manifestazione, taglia il traguardo dei 10 anni concentrandosi su quello che è stato, da Monicelli a Bertolucci è impressionante il numero e la fama degli artisti intervenuti, a quello che sarà con la dedica principale riservata al Maestro Ennio Morricone.

Il novantenne grande musicista nella serata inaugurale del teatro Petruzzelli riceverà il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” alla presenza di tre premi Oscar: Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore. Sarà questo l’incipit di una retrospettiva composta di 42 fra gli oltre 520 film musicati da Morricone nella sua lunga carriera. 

Tra i titoli presenti non mancano i super classici, come “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone. “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri, e qualcuno meno noto come “L’istruttoria è chiusa: dimentichi” di Damiano Damiani. 

Altre dediche sono previste per l’indimenticato Bernardo Bertolucci, con la memoria che va a ritroso alla standing ovation tributatagli l’anno scorso dal pubblico del Petruzzelli, e a Bruno Ganz, il grande attore svizzero scomparso recentemente. Di quest’ultimo, icona di Wim Wenders ne “Il cielo sopra Berlino”, verrà proiettato, tra l’altro, l’ultima  interpretazione in “The Witness”, film collocato nelle sezioni serali delle “Anteprime Internazionali”.

Il resto del programma, illustrato ieri da Felice Laudadio nella conferenza stampa di presentazione tenutasi presso il Teatro Margherita, si attesta più o meno sui canoni consueti con rilievo per i titoli della sezione “Panorama Internazionale”, da tenere d’occhio “The Hummingbird Project” di kim Nguyen e “The Waiter” di Steve Krikris, e la novità della sezione “Nuovo Cinema Italiano” che presenta, in anteprima assoluta, cinque pellicole di recentissima produzione.

Detto della presenza della rassegna “Tortura Diritto Cinema”, volta a sensibilizzare e a discutere su di un modus operandi esistente in gran parte della Terra, e di alcuni film italiani in Anteprima Mondiale, molto atteso “Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello,non resta che attendere la mattina del 27 e la proiezione de “La migliore offerta” di Giusppe Tornatore, primo atto ufficiale del Bif&st 2019.

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