Il dramma del Garage Olimpo, Rafaël e Sonja The White Swan, la condizione umana al Bif&st


di FREDERIC PASCALI - Giunti al terzultimo atto del Bari International Film Festival gli appuntamenti si susseguono serrati e di grande interesse costringendo il pubblico a operare forzatamente delle scelte, così come accade nell’odierno preserale. Nella sala 4 del Galleria va in scena “Garage Olimpo”, un lavoro del 1999 di Marco Bechis che affronta il durissimo passato dell’Argentina della dittatura caratterizzata dalla reclusione, la tortura e la “sparizione” di tutti i potenziali avversari politici. Il “Garage Olimpo” era tristemente famoso per essere uno dei luoghi preposti allo scopo. 

Dopo la proiezione sarà possibile dibatterne con Micaela Frulli, Docente di Diritto Internazionale dell’Università di Firenze, l’avvocato Michele Laforgia, il critico cinematografico Gemma Lanzo, il giornalista Rai Gaetano Prisciantelli e Ignazio Tredici, Judicial Affairs Officer delle Nazioni Unite. Quasi in contemporanea, qualche centinaio di metri più in là, presso il Teatro Petruzzelli, Il Bif&st proietta “Rafaël” dell’olandese Ben Sombogaart, in concorso nella sezione Panorama Internazionale, mai come quest’anno ricca di lavori di elevata qualità. La pellicola è un dramma romantico che affonda le sue radici nella controversa stagione della cosiddetta primavera araba. La produzione, olandese, belga e croata si avvale delle belle interpretazioni di Melody Klaver e Nabil Mallat coadiuvate dell’efficace fotografia di Jan Moeskops, dando vita a un’opera di grande tensione emotiva. 

La chiusura di serata del Politeama barese è affidata a “Sonja The White Swan”, il bel film biografico di Anne Sewitsky che narra la storia di una grande atleta del passato: la pattinatrice Sonja Henie. Il racconto si dipana dal momento in cui Sonja decide di trasferirsi a Hollywood per intraprendere la carriera di attrice con il suo primo film da protagonista, trionfatore al botteghino del 1937, che traccia le premesse per un futuro memorabile. Nella medesima sessione serale Dimitri Capuani riceverà il premio della miglior sceneggiatura, per “Dogman” di Matteo Garrone, mentre a Sasha Ring e Philipp Thimm andrà quello del miglior compositore delle musiche per “Capri Revolution” di Sergio Martone. Sullo stesso palco Roberto Andò, regista, sceneggiatore e scrittore autore della Master Class mattutina, sarà insignito del “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”.

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