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Rotary: presentato a Bari 'Lettere dal Teneré' di Paolo Lopane

BARI - Mercoledì due ottobre, nel suggestivo contesto del Museo Civico di Bari, il Rotary Club Bari Mediterraneo presieduto da Alessandro Amendolara ha promosso, alla presenza di un folto gruppo di estimatori tra cui anche i giovani brillanti del Rotaract Bari, e sulle note dell’entusiasmante duo Maria Giaquinto e Giuseppe De Trizio del ben noto fenomeno musicale “Radicanto”, l’esperienza di vita contemplata nell’opera letteraria “Lettere dal Teneré”, primo lavoro narrativo di un apprezzato autore barese, Paolo Lopane, noto per i suoi autorevoli saggi di carattere storico e storico-religioso, è un breve romanzo di grande fascino e suggestione, un raffinato pezzo di ‘realismo magico’ dalla forte connotazione lirica.

Ambientato nella cornice geografica e antropologica del Sahara centro-meridionale, questo racconto epistolare risente del fecondo incontro dell’autore con la cultura dei Tuareg – i mitici “Uomini blu” – un tempo i veri e fieri signori del deserto ed ancor’oggi custodi di una tradizione millenaria che resistette secoli fa all’islamizzazione ed ancora resiste all’omologazione strisciante della globalizzazione.

Indimenticabili, in tal senso, le figure di Yussuf e di sua moglie Kadhidja, in cui pare quasi incarnarsi lo spirito del deserto, un deserto che, specie nella seconda parte della narrazione, si erige a vero e proprio luogo dell’anima – luogo di morte e rinascita –, grandioso scenario in cui si riflette il percorso di rigenerazione spirituale che Adrien, il protagonista della vicenda, vive nel ricordo struggente della sua Corinne, donna profondamente amata e tragicamente perduta.

Affamato d’assoluto, mortalmente stanco delle risposte monche delle filosofie e disincantato nei confronti di ogni fede normativa, Adrien si spinge in latitudini dello spirito che travalicano anche materialmente l’Occidente e il suo vuoto di senso per ritrovare ciò che Carl Gustav Jung definì “Spirito del Profondo” e che nel linguaggio della gnosi è il “Vero Io”: ossia quella dimensione dell’essere – la Coscienza pensante – che preesiste alla manifestazione cerebrale e rappresenta il nucleo indistruttibile ed eterno della persona umana.

E’ questa, infatti, la vera cifra della narrazione, e ben si legge nella sinossi editoriale che “l’iniziatico viaggio di Adrien è innanzitutto un percorso di risveglio spirituale, un percorso di rigenerazione nel grembo oscuro di un’umanità dolente, smarrita, prigioniera dei propri asfittici orizzonti, dimentica delle proprie latitudini celesti; ma è, insieme, un viaggio ed un volo nuziale, una toccante storia d’amore che si snoda nel tempo e nello spazio e destinata a vivere oltre il tempo ed oltre lo spazio”. Un romanzo, dunque, di rara e raffinata bellezza, un racconto iniziatico che esorta il lettore a sondare i più segreti panorami dell’anima – le sue vette celesti come i suoi abissi – per ritrovare in sé la celata sorgente e la luce dell’Io: la luce dello Spirito.



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