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Consulta: sulla composizione della VII commissione ha ragione Loizzo

BARI - Composizione della commissione affari istituzionali del Consiglio regionale: l’interpretazione corretta è quella del presidente Mario Loizzo: la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso dell'Assemblea contro la decisione del TAR Puglia che aveva annullato il verbale. La Consulta ha quindi definito la questione in senso favorevole alle scelte del presidente dell'Assemblea pugliese, dopo che anche il Consiglio di Stato aveva dato ragione a Loizzo.

Con sentenza n. 22/2020 del 29 gennaio, la Corte Costituzionale ha cassato la decisione del TAR di Bari (sezione prima, n. 260/2019), che aveva annullato il verbale della seduta del 22 ottobre 2018 della VII Commissione consiliare permanente, in merito al rinnovo della composizione, alla nomina del presidente e dei vicepresidenti.

Il Movimento 5 Stelle aveva promosso ricorso al Tribunale amministrativo contestando l'interpretazione del presidente del Consiglio regionale, che presiedendo la seduta d'insediamento della commissione aveva “ritenuto giusto”, in considerazione del rilievo istituzionale delle materie attribuite, riconoscere rappresentanza a tutte le sensibilità politiche, “a prescindere dalla consistenza dei gruppi”. Dopo una serie di intervenienti, si era proceduto al sorteggio.

Ribadendo che “non c’era nessuna intenzione di penalizzare le opposizioni, cercando anzi di dare visibilità a tutte, il presidente Loizzo osserva che anche la suprema Corte, ritenendo che il TAR non poteva annullare un atto di organizzazione del Consiglio regionale, ha convalidato il verbale, confermando modalità ed esiti della votazione avvenuta tra i consiglieri regionali designati per la costituzione della VII Commissione”.

La sentenza ristabilisce il principio costituzionale della separazione dei poteri tra lo Stato e le regioni, già messo in risalto dal Consiglio di Stato sulla stessa questione. Il Consiglio regionale, come il Parlamento, gode di un’autonomia che nessun altro potere può violare.