Conca: "Ritardi inaccettabili per tamponi e terapie antivirali domiciliari"

BARI - “Assessore alla Sanità Emiliano, vanno assolutamente potenziati gli organici dei dipartimenti di prevenzione della Asl dedicati alla raccolta dei tamponi domiciliari che, come saprà, sono propedeutici alla somministrazione delle salvavita terapie antivirali, di cui alle unità mobili di continuità assistenziale previste dal DPCM". Così in una nota il Consigliere regionale, Mario Conca.

"Gente abbandonata a se stessa - prosegue -, linee guida e decreti rimasti sulla carta, postazioni del 118 che rifiutano di intervenire su sospetti casi Covid19 perché sprovvisti di calzari, e altri dpi, tutto davvero molto sconcertante. La tempestività si rende necessaria perché se l'infezione è trattata domiciliarmente, e a stretto giro, si può evitare il ricovero in terapia intensiva, oltre che salvare la vita degli assistiti ed evitare di ammorbare i già infetti nosocomi. Se non sa dove reperire il personale, le ricordo che ne può trovare a migliaia tra quello che, a seguito del blocco di tutta l'attività elettiva, ambulatoriale e distrettuale, gli accorpamenti delle UOC, è a casa in ferie o in 104 o in malattia o in smart working o sotto utilizzato. Quando è guerra è guerra, li richiami!
Continuo a ricevere richieste di aiuto, come quella che riporto di seguito, visto che non posso girarla ai suoi ‘colonnelli’ in quanto hanno ricevuto da lei l'ordine di bloccarmi e non darmi informazioni.
A questo punto spero che l'assessore alla sanità se ne faccia davvero carico e, qualora lo volesse, mi potrebbe concedere indicazioni per dare risposte ai cittadini, facendomi così assolvere al mio ruolo di consigliere regionale e componente della Commissione sanità.
‘Ciao, Mario. Mi stanno arrivando segnalazioni di persone con sintomi tipici (febbre alta, tosse e iniziale dispnea) che si trovano nei loro domicili, hanno seguito le procedure (avvisare medico competente e curante) ma, da una settimana, non riescono a eseguire il tampone per iniziare le terapie antivirali o essere ricoverati; l'ultimo caso è di un amministrativo di Don Guanella, dove, come sai, ci sono stati diversi contagi’. Mi hanno anche riferito (ma sarebbe da confermare) che gli infermieri che vanno a domicilio ad eseguire il tampone sono solo tre", conclude Conca.

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