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Giulia Molino: ''L'anoressia in tv è un tabù, se ne parla troppo poco''


MILANO -  La musica è stata la sua salvezza, sin da ragazzina. Ma dietro quella corazza che si è costruita in questi anni, Giulia Molino nascondo molte fragilità e una battaglia che l'ha accompagnata nel corso di questi anni, come racconta nel suo brano 'Nietzsche'.

''A 15 anni ho scoperto l'anoressia. non avrei mai permesso alla malattia di distruggermi - ci racconta.  Reduce dall'esperienza al talent Amici di Maria De Filippi, la giovane artista partenopea ha pubblicato il suo disco d'esordio 'Va tutto bene', che ha già superato 5 milioni di stream e da poco è uscito anche nella sua versione fisica.


Come sono nate le canzoni del tuo disco d'esordio 'Va tutto bene' e quali sono le sonorità che troviamo all'interno?
“Va tutto bene” nasce dopo un anno di lavoro durante il quale mi sono messa in discussione, ponendomi domande su domande e cercando di trovare me stessa e il mio posto nel mondo della musica. Si tratta di un album “variegato”, dove troviamo sonorità diverse fra loro, seppure ognuna rappresenti una piccola parte di Giulia.

Possiamo definirlo un nuovo inizio per te?
Assolutamente sì. “Va tutto bene” è soltanto la prima impronta di questo lungo cammino. Ovviamente mi auguro di crescere dopo giorno e, con tanto impegno, di procedere lungo questa strada.

Nel brano "Nietzsche" racconti della tua battaglia contro l'anoressia. E' stato difficile per te parlare di un aspetto così privato della tua vita?
È stato difficile quanto liberatorio. La prima volta l’ho cantata ai provini con molta “ingenuità”, perché per me era normale parlare di un qualcosa che ha fatto parte della mia vita e che tuttora rappresenta un’ombra indissolubile. È un po’ come parlare d’amore, ecco. Poi ho capito la serietà dell’argomento quando l’ho cantata davanti a milioni di italiani. E adesso posso dire di essere fiera di me stessa per aver portato questo messaggio in tv. L’anoressia e i disturbi alimentari non sono un tabù, se ne parla troppo poco e rappresentano una piaga di questa società. La mia esperienza, il mio percorso, sono l’esempio che una passione può salvare la vita.


Quando hai cominciato a soffrirne?
Avevo 15 anni, e non sapevo ancora a cosa stavo andando incontro. Ho vissuto in quell’abisso per tre lunghi anni.

Come ne sei uscita?
Ne sono uscita quando mi sono resa conto che stavo perdendo me stessa e la musica. Non avrei mai permesso ad una malattia di distruggere i miei sogni e di allontanarmi irrimediabilmente dagli obiettivi di una vita.

Cosa consiglieresti alle tante persone che combattono contro l'anoressia?
Di cullarsi nelle proprie passioni, perché è stata la musica a salvare me.

L'esperienza all'interno della scuola di Amici ti ha cambiata?
Mi ha fatto riscoprire nuovi lati del mio carattere e ad essere paziente, soprattutto nei miei confronti. Sono una persona estremante autocritica e, sebbene la natura sia difficile da sradicare, ad Amici ho imparato a gestire alcune emozioni estreme che, purtroppo o per fortuna, fanno parte di me. L’autocritica è essenziale, ma non deve mai diventare autodistruttiva.

Quando hai iniziato a fare musica?
Ho iniziato all’età di 8 anni, un po’ per gioco in realtà. Poi, in età adolescenziale, ho capito che non ne avrei più potuto fare a meno.

Qual è stato il primo disco che hai ascoltato?
Non ricordo precisamente, ho un vago ricordo di quegli anni, perché ero molto piccola. Ma, se la memoria non m’inganna, “Bugiardo” di Fabri Fibra.

In questo periodo stai scrivendo nuove canzoni?
Sì, scrivere è fonte di salvezza per me in questo periodo così difficile.

 Come ti vedi adesso e cosa speri per il futuro?
Adesso mi sento carica, ho un bagaglio di emozioni dentro che non vedo l’ora di poter esprimere in giro per l’Italia. Ho voglia di sentirmi libera cantando, per me stessa e per gli altri.

Per gli artisti il governo, per ora, non ha pensato a nessuna manovra per tutelarli. Come la vedi?
Credo che sia necessario, con estrema cautela e prudenza, dare nuova vita al mondo dello spettacolo. Non possiamo restare “fermi”, nonostante i social rappresentino attualmente un grande punto di forza, perché ci consentono di esporci ogni giorno e di condividere l’arte con il mondo. Spero riprendano presto instore e concerti. Non vedo l’ora di abbracciare tutte le persone che mi hanno sempre sostenuto e che tuttora ci sono per me.