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San Giovanni Crisostomo vescovo e dottore della Chiesa

VITTORIO POLITO - Giovanni, dall’ebraico Jôhânân, significa “dono del Signore”. Anticamente veniva imposto a un figlio lungamente atteso e nato quando ormai i genitori avevano perso la speranza di essere rallegrati dalla nascita di un bimbo.

Giovanni d’Antiochia detto Crisostomo è nato tra il 344 e il 354. Crisostomo significa «Bocca d’Oro» e rappresenta il soprannome attribuitogli dai bizantini, per il fascino della sua arte oratoria. Nacque da una famiglia cristiana appartenente alla borghesia di Antiochia. Perse il padre, ufficiale dell’esercito siriano, in tenera età. Fu allievo del celebre oratore e maestro Libanio che ebbe a dire di questo suo discepolo: «Sarebbe stato uno dei miei migliori allievi se la Chiesa non me lo avesse rubato». Secondo quanto Giovanni racconta di sé nei suoi scritti, in giovane età fu molto irrequieto e secondo la sua stessa definizione «incatenato alle passioni del mondo», egli fu gastronomo, amante dell'eloquenza giudiziaria e del teatro.

Negli anni giovanili condusse vita monastica nella propria casa, poi, morta la madre si recò nel deserto e vi rimase per sei anni, gli ultimi due li trascorse in solitaria meditazione dentro una caverna a scapito della salute fisica. Ordinato sacerdote dal Vescovo Fabiano, collaborò attivamente al governo della chiesa di Antiochia, specializzandosi nella predicazione. Nel 398 fu chiamato a succedere al patriarca Nettario nella prestigiosa sede di Costantinopoli. In quella sede esplicò una notevole attività pastorale tanto da suscitare ammirazione e perplessità. Infatti, creò ospedali, evangelizzò nelle campagne, fece sermoni di fuoco fustigando vizi e tiepidezze e severi richiami ai monaci indolenti e agli ecclesiastici troppo sensibili alla ricchezza. Predicatore insuperabile, fu deposto illegalmente da un gruppo di vescovi capeggiati da quello di Alessandria, Teofilo, ed esiliato con la complicità dell’Imperatrice Eudossia, ma venne richiamato quasi subito dall’imperatore Arcadio. Ma a nulla valse poiché solo qualche mese dopo Giovanni era di nuovo esiliato sulle rive del Mar Nero.

Durante quest’ultimo trasferimento Giovanni morì. Era il 14 settembre 407 e il figlio dell’Imperatore, Arcadio, fece trasferire trent’anni dopo le sue spoglie in Costantinopoli, dove giunsero il 27 gennaio 438, tra una folla osannante e collocati nella Cattedrale di Santa Sofia. La vasta produzione letteraria di Crisostomo è caratterizzata dalla grande comprensione delle vicende umane, da stile armonioso e finezza linguistica, caratteristiche che hanno fatto di lui il più grande oratore cristiano dell’antichità. Il cristianesimo bizantino ne ha onorato la memoria come teologo e come modello della vocazione monastica, dedicandogli la liturgia più diffusa nella chiesa orientale, detta appunto “la liturgia di san Giovanni Crisostomo”.

Giovanni era solito inveire contro le pratiche superstiziose dei suoi fedeli, soprattutto le donne, invitandoli a non utilizzare talismani e scongiuri per superare malattie, a non credere nel malocchio, ma a servirsi dei medici, ad avere fiducia nella potenza del segno della croce.
Il Martirologio romano, come pure i sinassari orientali, hanno iscritto la festa di Giovanni al 27 gennaio, anniversario del ritorno del corpo a Costantinopoli. Nello stesso giorno la festa è celebrata presso i siri. La Chiesa bizantina lo festeggia anche il 30 gennaio, insieme a San Basilio e a San Gregorio di Nazianzo, e il 13 novembre, giorno del suo ritorno dall’esilio.

In Oriente si incontrano molti monasteri a lui dedicati. Dottore della Chiesa, Giovanni circonda con i Santi Atanasio, Ambrogio e Agostino, la Cattedra del Bernini nell’abside della Basilica Vaticana. Papa Giovanni XXIII pose il Concilio Vaticano II sotto la sua protezione.

La Chiesa lo ricorda il 13 Settembre, vigilia della sua morte, poiché il giorno successivo viene celebrata l’Esaltazione della Croce.

Protettore degli esiliati e dei predicatori è invocato contro l’epilessia.

A Bari, nel centro storico, è presente una Chiesa di rito bizantino dedicata a San Giovanni Crisostomo, dedicata in precedenza a San Giovanni Battista.

Nonostante le incertezze delle fonti documentarie medioevali, si può ritenere che questa Chiesa è stata costruita nell’XI secolo.

Nel 1957 Mons. Enrico Nicodemo la destinò alla liturgia di rito Bizantino costituendola Parrocchia con giurisdizione su tutti i fedeli orientali della Diocesi barese. Bari, città protesa verso l’Oriente, è stata sempre scalo di Orientali per motivi di commercio, di studio e di altre attività sociali ed interreligiose.

La Parrocchia di San Giovanni Crisostomo di Bari, è retta dal Pàpas Monsignor Antonio Magnocavallo, che sin dall’inizio ha contribuito a rinforzare questo legame tra l’Oriente e l’Occidente.