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Come procede la campagna vaccinale anti-Covid in Italia


ROMA - A un mese dalla prima somministrazione del farmaco di Pfizer facciamo il punto sui vaccinati in Italia e sulle tempistiche per gli altri vaccini. E a settembre potrebbe arrivare anche quello italiano.

La situazione oggi

Sono complessivamente 100.863 le persone che a oggi in Italia hanno completato il ciclo della vaccinazione anti Covid, ricevendo le due dosi previste, a fronte del totale di 1.379.124 dosi somministrate, pari al 74,4% del totale di 1.853.475 dosi consegnate alle Regioni. Nel complesso hanno ricevuto il vaccino 901.468 operatori sanitari e sociosanitari, 327.103 appartenenti al personale non sanitario, 137.469 ospiti delle strutture semiresidenziali (Rsa) e 13.084 ultra ottantenni. Sono 1.806.675 le dosi di prodotto Pfizer-BioNTech consegnate nei 293 punti di somministrazione e 46.800 quelle di Moderna.

Primo passo completare sanitari e rsa

Il primo passo è vaccinare tutti gli 1.404.037 sanitari e parasanitari e i 570.287 ospiti e personale delle Rsa. Sono un milione e 974 mila persone. Ne mancano 935.387. A un ritmo di 70 mila vaccinazioni al giorno servono 13 giorni per completare la prima dose. In questo modo si arriverebbe a metà febbraio, e a fine febbraio con la seconda. Ma il problema è che al momento non ci sono dosi per sostenere questi ritmi. Probabile che si arrivi agli inizi se non alla alla prima metà di marzo.

Da marzo gli ultraottantenni 

Molte Regioni vorrebbero iniziare a vaccinare in grandi numeri gli utraottanteni, che sono 4 milioni e 442 mila, a partire dall'inzio di febbraio. In realtà questa data sarà di fatto posticipata di un mese. Da marzo dovrebbe essere disponibile la rete allargata di 1.500 punti di vaccinazione e al ritmo di 180 mila vaccinazioni servirebbero 25 giorni per la prima dose. Considerando la seconda dose si arriverebbe tra la metà e la fine aprile.

Da fine aprile ultrasessantenni e cronici

Da fine aprile dovrebbe partire la vaccinazione di 13.434.025 persone tra i 60 e i 79 anni d'età e di 7 milioni e 400 mila malati con patologie croniche. Sono 20,8 milioni di persone e per dare loro la prima dose, sempre a 180 mila vaccinazioni al giorno servirebbero 115 giorni, oltre tre mesi e mezzo, per la prima dose. E così si arriverebbe agli inizi di agosto. Se si vaccinasse solo il 70% (ipotesi molto realistica) i numeri scenderebbero a 14,5 milioni di persone e 80 giorni. Quindi metà luglio.

Da luglio/agosto tutti gli altri

A partire da agosto (o da metà luglio, considerando il realistico tasso di vaccinazione del 70%) scatterebbe l'ora di tutti gli altri cittadini italiani. Per fare 32,8 milioni di vaccinazioni servirebbero teoricamente 182 giorni, quasi sei mesi. In realta, considerando un tasso di vaccinazione del 70% della popolazione (che farebbe scendere il numero dei vaccinandi nelle altre fasce di età a quasi 23 milioni), servirebbero 127 giorni per somministrare la prima dose: 4 mesi. E si arriverebbe afine novembre. Considerando che anche nelle fasce più elevate d'età la percentuale di vaccinandi sarà attorno al 70%, si potrà arrivare a fine ottobre/inizi di novembre e completare le vaccinazioni di tutti i cittadini italiani che lo vorranno entro la fine di novembre. Questo se andrà tutto, ma proprio tutto bene.