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'L'Abbraccio alla Terra' per un nuovo Umanesimo


FRANCESCO GRECO -
ROMA. "Il pianeta, i suoi equilibri, l'uomo e i suoi valori: il Covid-19 ha disarticolato e messo tutto in discussione. Come dopo una glaciazione, un black-out: il sistema non funziona più...". 

Imprenditore edile e artista, Carlo Canciello parla pesando le parole, come fan tutti in questi tempi amari in cui la loro eco può turbarci. Campano di Caserta, vive a Roma con la moglie e i quattro figli.

Un anno fa, il 6 dicembre 2019, il vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, benedì la sua opera intitolata "L'Abbraccio alla Terra - Proteggiamo il nostro mondo", il cui plastico fu visionato e benedetto da Papa Francesco.

L'artista spiega il concept estetico che ne è stato l'input: "E' un messaggio a tutta l'umanità affinché si prenda cura del Creato... Un inno alla bellezza, alla vita, alla speranza nel futuro".

E' alta 18 ben metri e ci sono voluti quattro anni per realizzarla: dagli schizzi degli ingegneri all'inaugurazione; un anno solo per la burocrazia, le autorizzazioni fra Asl, Comune e Curia per l'area pubblica dov'è stata collocata: la Rotonda di Carinaro, ad Aversa Nord.

E non è la prima opera del "Gruppo Marican" (edilizia residenziale e industriale fra Napoli e Caserta, 5000 posti di lavoro, con l'indotto) fondato dal padre Mario e oggi, seconda generazione, affidato alle cure dei figli (con Carlo lavorano i fratelli Carmine, Ferdinando e Michele).

Al 2012 risale il "Monumento ai Lavoratori" (una grande croce policroma alta 13 metri, location sempre Aversa Nord) commissionata all'artista Alfonso Coppola e donata alla comunità.

E il "Monumento alle vittime innocenti" (una croce bianca), specie i bambini, nella "Terra dei Fuochi".

DOMANDA: Se un artista è anche un "visionario", già quattro anni fa, con quest'opera, lei ha percepito quel che purtroppo sarebbe accaduto...
RISPOSTA: "Era da un pó di tempo che sentivo il bisogno di esprimere quello che avevo dentro, una grande preoccupazione per le sorti del nostro mondo, sempre più intriso di individualismo e di mancanza di fede.
Forse tutto quello che ci sta accadendo è il risultato delle nostre azioni: abbiamo fatto inceppare il meccanismo del vivere insieme, uniti e solidali".

D. Il mainstream dell'opera pare svilupparsi fra gli allarmi di Greta Thunberg e "Laudato sì", l'enciclica ecologista di Francesco, ma anche il neo-umanesimo di "Fratelli tutti"...
R. "Tutte le grandi personalità hanno sempre intuito dove stava andando l'umanità. Come imprenditore, conosco bene la realtà e quello che vedo non mi piace.
Dobbiamo farci tutti un esame di coscienza, unirci per sorreggere il pianeta, proprio come nella mia opera, che in cima ha una croce che vacilla".

D. Un pianeta già in condizioni di salute precarie, dalle infinite criticità, è peggiorato a causa del coronavirus: come ne usciremo, come ambiente e come suoi inquieti abitanti?
R. "Questo virus è una grande tragedia, ma la speranza è che da tutto ciò si riesca a ritrovare il senso della fratellanza, la collaborazione e l'amore verso il prossimo, tutti valori che si stanno perdendo e che invece abbiamo l'obbligo di trasmettere ai nostri figli.
Penso che il bello dell'arte è che ognuno può vederci quello che desidera. Spero che "L'Abbraccio" comunichi la necessità di essere uniti e di pensare al prossimo come nostro fratello. Credo che questa sia l'unica strada percorribile per salvare il nostro pianeta".