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Baresi che hanno fatto la storia di Bari: Vito Lozito


VITTORIO POLITO - Vito Lozito (1943-2004) storico, docente universitario di “Storia della Chiesa” e di “Storia medievale”, scrittore, nato a Bari, ha vissuto dal 1978 nella splendida località marina di Santo Spirito a lui tanto cara al punto che ha scritto una storia di quel centro costiero intitolata appunto “Santo Spirito” (Levante).

Dopo gli studi classici presso il liceo “Orazio Flacco”, si laureò in Lettere e Filosofia presso l’Università di Bari. Successivamente fu docente di lettere italiane latine e greche presso vari Istituti statali. Dall’anno 1973 iniziò la carriera universitaria come docente di Storia della Chiesa e, dall’anno 1992, di Storia medievale presso il Dipartimento di scienze storiche e geografiche della Facoltà di “Scienze della Formazione” dell’Università di Bari. Partecipò, anche in qualità di organizzatore, a numerosi convegni su problematiche storiche di ordine generale e a caratterizzazione locale. Numerose le attività legate al sociale fra le quali: Ispettore onorario per i Beni architettonici e per il paesaggio della Puglia, nell’agosto 2000; Presidente dell’Associazione turistica Pro Loco di Santo Spirito dal 1981 al 1989; Componente della giuria per le cinque edizioni del premio di poesia inedita “Catino” in lingua italiana e dialettale a Santo Spirito; ”Consulente e responsabile per la scelta dei testi di storia locale, per la costituzione di una biblioteca su delibera del Consiglio della I Circoscrizione della Città di Bari nel maggio 1998; Membro del comitato di redazione del periodico “Il confratello” dell’Arciconfraternita della SS. Trinità e dei SS. Medici di Bari, dal 1989.

Vito Lozito ha voluto immortalare la ridente località di Santo Spirito con l’interessante pubblicazione citata, volume che ha fatto emergere nei residenti la coscienza di appartenere a un territorio dalla storia molto ricca e antica. Lozito sostiene che la località era conosciuta già in epoca romana, dal momento che il naufragio di una nave romana lungo la costa santospiritese e il rinvenimento di anfore databili tra il II secolo a.C. ed il I d.C. avvalorano tale tesi.

Ricordo le sue ultime fatiche: “Agiografia, Magia, Superstizione” (Levante), nella quale ha esaminato il costume, la mentalità, l’atteggiamento, tenuti nei primi secoli dell’era volgare (e non solo in quell’epoca), nei confronti dell’arte – o presunta tale – di conoscere il futuro, di avere contatti con il mondo misterioso degli inferi che provoca sensazioni di paura e al tempo stesso di fascino; e il bel volume “Alla radice del vizio” (Levante), opera alla quale ha dedicato impegno ed entusiasmo nell’indicare le simbologie del mondo animale e vegetale, relative ai vizi capitali, seguendo la tradizione greco-romana e cristiana. Lozito riporta nel suo libro anche sentenze, proverbi e modi di dire, spesso definiti espressioni di “saggezza popolare” che invece testimoniano la «continuità di una cultura occidentale dal mondo classico a quello medievale fino alle letterature moderne» che documentano realmente un modo di pensare e di affrontare il Vizio con moduli verbali antichi ma tuttora vivi. La improvvisa e silenziosa malattia non gli consentì di ritirare il premio “Valle dei Trulli”, assegnatogli per quest’ultimo volume, al quale tanto teneva.

L’Associazione Culturale “Giovanni Falcone” di Catino Santo Spirito, ha istituito nell’ambito del “Concorso Nazionale di Poesia inedita di Catino”, lo speciale premio “Vito Lozito”, che di anno in anno viene conferito a persone che si sono particolarmente distinte in attività socio-culturali finalizzate alla salvaguardia della cultura, delle tradizioni e del dialetto della Terra di Bari, tutte cose che aveva nel cuore l’indimenticabile Vito.

Chi scrive, nell’anno 2009, per iniziativa della stessa Associazione, è stato onorato del Premio speciale “Vito Lozito” per «essersi distinto nell’ambito delle attività socio-culturali in terra di Bari come giornalista e cultore delle tradizioni e del vernacolo barese».

Egli, oltre alla produzione scientifica legata al suo ruolo di docente, ha divulgato molte importanti pubblicazioni. Firmò numerosi articoli su riviste specializzate e scrisse diversi saggi tra i quali “Culti ed ideologia politica negli autori cristiani (IV-VIII sec.)”; “Primo Latino”; “Un arco di vita dell’Istituto Maestre Pie Filippini di Bari - Santo Spirito”); “Il corvo” (Calunnie, accuse e lettere anonime nei primi secoli dell’era cristiana); “Agiografia Magia Superstizione”; “Alla radice del vizio, immagini, simboli, motti”.

Ricordiamo: “Il Corvo” nel quale parla dell’attività esecrabile del calunniatore, esaminando il fenomeno della delazione, dannoso per la società, finalizzato a realizzare facili guadagni e promettenti carriere pubbliche; “Agiografia, Magia, Superstizione” nella quale ha esaminato il costume, la mentalità, l’atteggiamento, tenuti nei primi secoli dell’era volgare (e non solo in quell’epoca) nei confronti dell’arte – o presunta tale – di conoscere il futuro, di avere contatti con il mondo misterioso degli inferi che provoca sensazioni di paura e al tempo stesso di fascino.

L’ultima sua fatica l’ha riservata al bel volume “Alla radice del vizio”, opera alla quale ha dedicato tempo ed entusiasmo nell’indicare le simbologie del mondo animale e vegetale, relative ai vizi capitali, seguendo la tradizione greco-romana e cristiana, riportando anche sentenze, proverbi e modi di dire, spesso definiti espressioni di “saggezza popolare” che invece testimoniano la “continuità di una cultura occidentale dal mondo classico a quello medievale fino alle letterature moderne” che documentano realmente un modo di pensare e di affrontare il Vizio con moduli verbali antichi ma tuttora vivi. La improvvisa e silenziosa malattia non gli ha consentito di ritirare il premio “Valle dei Trulli”, assegnatogli per il volume “Alla radice del vizio”, al quale tanto teneva, privandoci nel 2004, a soli 60 anni, di una persona rara, quella di un uomo di cultura che ha voluto condividere il suo sapere con tutti.

Numerosi sono stati gli attestati di benemerenza in suo favore, tutti concordi nell’affermare l’assoluta dedizione allo studio, la passione per l’insegnamento, le doti morali, la solida e profonda preparazione, nonché il suo entusiasmo e la sua serietà di studioso.

Il costante impegno per l’insegnamento ha contrassegnato la vita universitaria dell’illustre docente, mentre l’umiltà, l’umanità, l’altruismo e il rispetto del prossimo hanno sempre caratterizzato la figura di uomo e di docente. Sempre disponibile, si meritò la stima e l’affetto di tutti. La sua gentilezza, il suo tratto garbato nascondevano una forte volontà.

Lozito sosteneva che “I piccoli dolori sono rumorosi mentre i grandi dolori tacciono”, e proprio tacendo egli ci ha lasciato.

Ha ricevuto molte attestazioni di benemerenza come studioso delle problematiche del Territorio e della Storia Patria, mentre il Comune di Bari, il 27 ottobre 2018, gli ha dedicato una strada a Santo Spirito (da Via Palermo a Via Lembo). Insomma un Barese DOC.