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Offese ai medici pugliesi, Zullo: “L’arroganza del potere in Emiliano non ha limiti. Solidarietà alla categoria”


BARI - “Che i medici in Puglia siano pochi è vero. E’ un dato incontestabile e per questo Fratelli d’Italia ha proposto una mozione per rimuovere sia pure temporaneamente il regime delle incompatibilità per favorire il rientro di medici italiani che lavorano all’estero. Affermare però che pochi sono i bravi medici è frutto dell'insensatezza derivante da chi non amministra la cosa pubblica ma ne fa il centro del potere tirannico arrogandosi il diritto di affermare anche cose aberranti senza dare possibilità di contraddittorio". Così in una nota il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo.

"Esprimiamo solidarietà alla classe medica pugliese - prosegue Zullo - dissociandoci dalle gravissime dichiarazioni del presidente Emiliano che denigrano la professionalità dei medici, ai quali va, invece, attribuito il grazie della Puglia per gli sforzi che compiono nel lavoro quotidiano sopperendo a disorganizzazione, carenze di personale di supporto, carenza di mezzi e attrezzature, tecnologia vetusta e norme di igiene e sicurezza violate.
E sbaglia il collega Filippo Anelli, presidente FNOMCEO (Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici) a derubricare le affermazioni di Emiliano come un inciampo. Serve, invece, una presa di coscienza negli operatori sanitari e una spinta ad elevare contenuti informativi e culturali della classe politica e dell'opinione pubblica che deve comprendere che la qualità delle performance dei medici dipende molto dalla qualità dei contesti organizzativi in cui operano. Sta ai medici aggiornarsi nei programmi ECM per accrescere la propria perizia ma sta a Emiliano e all’assessore Lopalco realizzare, intorno ai medici, contesti lavorativi organizzati che possano permettere a questi di esprimere al meglio le proprie capacità professionali.
Fino a quando il presidente Anelli penserà agli inciampi, la Sanità in Puglia non potrà sollevarsi e nella collettività troverà terreno fertile l'arroganza di chi ha, come Emiliano, spazio smisurato nella comunicazione”, conclude Zullo.