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Più glamour di Madonna, Anna Azerli la divina


 FRANCESCO GRECO - A distanza di un secolo, anche Anna, nel suo piccolo (si fa per dire date le curve), ha fatto la sua Rivoluzione d’Ottobre. E ha voluto festeggiarla in modo originale. 

Niente bandiere rosse né parate militari: è giunta a Mosca con fotografi e tv e ha improvvisato uno strip. Voleva attirare l’attenzione dell’uomo più potente dal Baltico agli Urali: Vladimir Putin. Per lui aveva cantato qualche anno prima (2009), “ma allora non ero libera…”, ha cinguettato facendo capire di essere tornata single. 

Era giunta sotto le mura del Cremlino decisa a sposarlo, desiderio già esplicito nel titolo della canzone che aveva scritto (“Sposami, signor Presidente!”). Impicciato con le baruffe ucraine, lo “zar” l’ha buttata sull’ironia mandando il suo portavoce a dire: “Rivestiti, bella, che a Mosca fa freddo e rischi di prenderti un malanno…”. 

Era il 21 ottobre 2016. C’è bisogno di dirlo? Il video in rete è diventato virale e non è difficile capire perché: siamo fatti di carne umana, mica di tek. 

Anna non se l’è presa più di tanto, ha raccolto l’intimo di pizzo ed è tornata in albergo: se era una trovata pubblicitaria studiata a tavolino da astuti addetti alla comunicazione o aveva fatto tutto da sola lo sa solo lei: fatto sta che i followers sono lievitati toccando quota due milioni e mezzo. E a ogni foto che posta, crescono.

Cantante (soprano, con eclettiche declinazioni pop), attrice, modella: tre dimensioni artistiche che esaltano Anna Azerli, nata in Nuova Zelanda (Wellington) nel 1989, ma di chiare origini italiane. Azerli significa acciaio, come la determinazione nel voler diventare una star planetaria, una diva di quelle che restano nel tempo. 

Studi musicali a Milano (Accademia del Teatro alla Scala), poi, con la voce di usignolo, concerti al Carnegie Hall, la Scala, il Metropolitan Opera di New York, ecc. Oltre al Cremlino di cui si è già detto. 

Nell’intento provinciale di sminuirne il talento, magari intimiditi, i misogini del pianeta dicono che è troppo bella, sensuale, giunonica per cantare. Come se le due cose fossero inconciliabili e non perfettamente sinergiche, come per altre star della lirica: da Anna Moffo a Monserràt-Caballè, per citarne solo alcune.

Ma è tutto inutile: la diva accoppia la bravura e un ampio repertorio a una bellezza d’epoca classica, come fosse stata scolpita da Fidia. Una voce d’angelo in un corpo da maggiorata anni Cinquanta, possente, morbide curve.  

Più bella di Rihanna, più sensuale di Shakira e Beyoncè, più classe di Lady Gaga, più glamour di Madonna, più curvy di Rita Ora, Dua Lipa, Kate Perry e Baby K. 

Se la divina Semiramide, regina di Babilonia, volesse rinascere, non potrebbe che avere le dolci forme di Anna Azerli, la divina del III Millennio.