Michele Conversano (presidente HappyAgeing): "Non è importante aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni"


PIERO CHIMENTI -
Non è importante aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. E' con questo slogan, di Rita Levi-Montalcini, che HappyAgeing si prepara ad organizzare l'evento del 9 settembre a Brindisi dal titolo "Invecchiamento di successo: ruolo dei vaccini e stili di vita”. Di questa iniziativa e delle origini della HappyAgeing ci ha parlato il presidente Michele Conversano confidandoci, infine, che cosa si aspetta dal prossimo Esecutivo.

Qual è un primo bilancio dell'HappyAgeing a 8 anni dalla sua nascita? Quali obiettivi ha raggiunto?
Il primo bilancio è aver messo insieme le società scientifiche con la sanità ed i rappresentanti degli anziani. Aver fatto moltissimi incontri e posto all'attenzione degli utenti l'importanza della prevenzione. Prevenzione in tutti i campi, non soltanto vaccinale ma anche dell'attività fisica, alimentazione e dei consumi dei farmaci. Abbiamo raggiunto l'obiettivo di far diventare questi argomenti di discussione anche tra di loro e ne sono la dimostrazione i numerosissimi eventi che i sindacati dei pensionati hanno organizzato con noi per portare in viva voce dei rappresentanti delle società scientifiche quello che un anziano deve chiedere alle istituzioni: il diritto alla prevenzione a tutte l'età.

Com'è nata l'idea di dar vita l'Happy Ageing?
In quel periodo ero presidente nazionale della Società italiana di Igiene, e mi sono accorto che molto spesso parlavamo tra di noi, ma poi non c'era il necessario sviluppo di quelli che sono i destinatari delle nostre attività scientifiche. Quando uno è malato cerca lo specialista, ma noi che siamo gli esperti della prevenzione dobbiamo noi cercare la prevenzione. E' così nata l'idea di mettere insieme la Società italiana di Igiene, quella Fisica e Riabilitativa e la Società di Geriatria perché l'attività fisica, la vaccinazione e l'attenta alimentazione sono i pilastri per l'invecchiamento attivo ed abbiamo coinvolto sindacati dei pensionati. Questo è stato un grande successo che ce lo riconoscono gli stessi sindacati.

Il prossimo 9 settembre si terrà a Brindisi l'evento dal titolo “Invecchiamento di successo: ruolo dei vaccini e stili di vita”, realizzato con il contributo non condizionante di Sanofi. Perché è importante organizzare un evento del genere?
E' in linea con quello che abbiamo fatto. E' importante portare nel territorio l'importanza dei vaccini e degli stili di vita. Parleremo di vaccini di alimentazione in collaborazione con la Dieta Mediterranea e gli stili di vita come il movimento, l'attività visita. E' importante parlarne sia con gli operatori della sanità pubblica sia con i geriatri perché avremo importanti docenti come l'ex presidente della Società di Geriatria Antonelli Incalzi e la responsabile del CNR Losurdo. E' molto importante parlarne tra gli operatori sanitari ma è altrettanto importante farlo anche con i rappresentanti sindacali. Spiegare il perché è importante fare prevenzione, con vaccini e stili a tutte le età.

Quali sono le prossime sfide che l'HappyAgeing è chiamata a rispondere?
Riguardano tutto quello che facciamo, cioè i pilastri dell'invecchiamento attivo. Spingere affinché ci sia la stessa attenzione che abbiamo avuto per il vaccino per il covid anche per le altre vaccinazioni. In epoca pre-covid per influenza e per malattie da pneumococco morivano 8 mila persone l'anno. Non siamo ai numeri di covid, ma stiamo parlando comunque di un tasso di mortalità di 8 mila persone che con delle vaccinazioni potremmo evitare. Questo è per quanto riguarda le vaccinazioni. L'altro pilastro riguarda l'attività motoria perché quello che auspichiamo tramite l'invecchiamento attivo è di avere anziani non più longevi ma che vivono sempre meglio. In Italia siamo tra le nazioni più longeve, i cui cittadini in Europa insieme alla Spagna vivono più a lungo, ma se andiamo a vedere i dati sugli anni di vita vissuti in salute noi scendiamo all'ottava-nona posizione. E' questo il gap che dobbiamo cercare di colmare: vivere di più ma in salute. Come diceva Rita Levi-Montalcini, che si definiva "la grande vecchia", non è importante aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Questo è il nostro credo.

Con la pandemia è cambiata la concezione che l'anziano ha del vaccino?
Si, perché tutti abbiamo imparato che il vaccino è stata l'unica arma, insieme alle mascherine, per impedire al Covid di massacrare la popolazione. Sicuramente tutti abbiamo capito l'importanza del vaccino. C'è da dire che c'è anche una stanchezza vaccinale che abbiamo visto con la quarta dose, che dobbiamo superare e spiegare a tutti perché è importante vaccinarsi per il Covid. E' importante fare il nuovo vaccino che sta per arrivare, ma sarebbe indispensabile poter fare la co-somministrazione con il vaccino anti influenzale e, grazie alle informazioni che stiamo dando alla popolazione, poter vaccinare contro le malattie da pneumococco e contro il fuoco di Sant'Antonio. E' cambiata la concezione dell'anziano, che ora ha fiducia nei vaccini. In Puglia abbiamo avuto una copertura vaccinale contro il Covid che ci ha visti primi in Italia. Speriamo di essere i primi anche nelle coperture di questi altri vaccini.

Tra poco si torna alle urne. Quale provvedimento dovrebbe prendere l'Esecutivo per la tutela della terza età?
Questo lo imparo dai nostri amici sindacalisti. C'è bisogno in Italia di una legge per l'invecchiamento attivo che in qualche modo obblighi le Regioni ad avviare percorsi di invecchiamento attivo, percorsi di chiamata attiva di vaccinazione, percorsi di movimento. Noi al Sud purtroppo siamo un po' indietro su questo. Al Nord ci sono Regioni che hanno avviato tutti quei percorsi per le attività di movimento dell'anziano. In Puglia abbiamo avuto come visione la famiglia che aiutava ma questo con un numero ridotto di figli che magari vanno a lavorare fuori e l'anziano è abbandonato. Abbiamo bisogno di un impegno molto forte per tutelare la terza età e non soltanto nelle case di riposo ma nelle comunità, anche coi fondi del PNRR, dando maggiore spazio alla prevenzione.

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