Caso Natasha Pugliese, nuova svolta: la consulenza medico-legale esclude errori dei sanitari
FOGGIA - Si riaccendono i riflettori sulla vicenda di Natasha Pugliese, la 22enne di Cerignola deceduta il 4 settembre 2024 dopo un intervento d’urgenza. La morte della giovane scatenò, quella sera, momenti di altissima tensione all’interno dell’ospedale: familiari e conoscenti, convinti che qualcosa fosse andato storto durante le cure, insorsero con violenza costringendo il personale sanitario a barricarsi nel reparto.
Oggi la consulenza medico-legale disposta dalla Procura getta nuova luce sulla vicenda. Secondo i periti incaricati, non ci furono errori umani né responsabilità dirette da parte dei medici. A incidere sull’esito fatale sarebbe stata invece una “gestione organizzativa intraospedaliera” che, pur non configurando colpe individuali, non avrebbe consentito di salvare la ventiduenne.
La ragazza era rimasta coinvolta in un incidente in monopattino a giugno. Le sue condizioni, inizialmente sotto controllo, erano precipitate improvvisamente a causa di una grave insufficienza respiratoria che aveva reso necessario l’intervento d’urgenza.
Gli indagati restano 21: venti operatori sanitari per omicidio colposo e il conducente dell’auto coinvolta nell’incidente per omicidio stradale. Alla luce della consulenza, la Procura dovrà ora decidere se procedere con una richiesta di archiviazione o se avanzare il rinvio a giudizio.
Intanto prosegue il processo a carico dei cinque parenti di Natasha, accusati dell’aggressione contro i medici avvenuta la sera del decesso.
