La Parata del Frutto Pendente 2025: una grande edizione di comunità, cura e partecipazione

ph_Eleonora Valenzano

Tra scambi di semi, laboratori, talk e sapori: la città celebra i suoi frutti pendenti

La quarta edizione della Parata del Frutto Pendente si è conclusa come una delle più partecipate e luminose di sempre: una giornata in cui piazza, bosco e spazi della comunità si sono intrecciati in un unico racconto fatto di gesti condivisi, agricoltura, conoscenza, sapori, scambi e relazioni genuine. Il pubblico è stato numeroso per l’intera giornata, gli espositori entusiasti, i momenti formativi molto seguiti e la risposta della comunità davvero sorprendente per intensità, presenza e attenzione. Un’edizione che ha saputo confermare quanto la Parata sia diventata ormai un momento atteso, riconosciuto e significativo per Noci e per il territorio circostante.

Il percorso di quest’anno era iniziato già il 27 novembre, con la Pre-Parata rivolta alle classi prime della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Gallo–Positano. A causa del maltempo, le attività si sono svolte nella palestra del plesso scolastico, trasformata per una mattinata in uno spazio di esplorazione botanica e creatività. Il collettivo Orto Fertile ha guidato il laboratorio “Cosa farò da ghiande?”, dedicato al riconoscimento delle querce del territorio, alla semina simbolica delle ghiande e alla sperimentazione dell’antico inchiostro ferrogallico estratto dalle noci di galla di quercia roverella: un’esperienza ricca di curiosità, manualità e stupore che ha seminato nei ragazzi e nelle ragazze sensibilità ecologica e desiderio di cura verso il paesaggio.

Domenica 30 novembre la manifestazione è entrata nel vivo con una Piazza Garibaldi gremita, illuminata da un sole gentile e con la Fontana Monumentale del 1916 a fare da centro simbolico della giornata. Attorno alla fontana si è svolto il mercato agricolo e lo scambio semi, animato dagli stand di A.DI.PA. Puglia, Angelo Giordano, Arcadia Ginosa, Damagia, Elementa Food, Fatti di Carta, Giuseppe Taneburgo, Gramigna/Infestante, Hekomia, Lello Saracino – Semi di Pace, Lorella Creazioni, Masseria Gigante, Mi Campo, Murgia Rossa, Orto Fertile, Resina Skincare, Resist – Birrificio Agricolo, XFARM e molti altri. Un susseguirsi continuo di incontri, acquisti consapevoli, conversazioni, scoperte botaniche e piccole storie di agricoltura familiare e artigianato che ha reso la mattinata particolarmente viva e partecipata.

I talk hanno raccolto un pubblico attento e numeroso: con il Dott. Vanni Ficola, massimo esperto italiano di microrganismi effettivi (EM), ha approfondito il tema dell’agricoltura rigenerativa incentrata sulla vita; e con XFARM ha presentato la call per la nuova Scuola di Agroecologia, pensata per sei giovani agricoltori. In contemporanea, il CRSFA Basile–Caramia ha curato la Mostra Pomologica dei frutti pugliesi e un’esposizione di erbe spontanee guidata dal Dott. Pasquale Venerito, ampliando il panorama botanico della giornata.

Nel pomeriggio, negli spazi dell’ARCI U Capòne, il laboratorio di estrazione di oli essenziali condotto da Fabrizio Pellegrino di Hekomia ha raccolto grande partecipazione: due ore intense di dimostrazioni e profumi, durante le quali circa 4 kg di rosmarino fresco sono stati distillati per ottenere 20 ml di olio essenziale. Un’esperienza immersiva che ha affascinato adulti e giovani, mostrando quanto le pratiche botaniche e artigianali possano ancora sorprendere e unire.

La giornata si è chiusa in modo conviviale nella birreria Attenti al Luppolo, con il piatto speciale preparato dallo chef Francesco Leone del ResLab di Montescaglioso (zucca, mole di castagne, coriandolo e semi di zucca) abbinato alle birre artigianali del birrificio agricolo Resist, accolte con grande entusiasmo. Un finale caldo, gustoso e comunitario che ha esteso la Parata in uno spazio informale di incontro e convivialità.

La Parata del Frutto Pendente 2025, organizzata dal collettivo Orto Fertile con il patrocinio gratuito del Comune di Noci, si conferma così un appuntamento capace di unire storia, territorio, ricerca, educazione ambientale e relazioni umane, restituendo ogni anno un gesto di cura condivisa verso il paesaggio e la sua memoria.