Alessano: “Chiediamo giustizia, non vendetta”: parlano i Famigliari del prof. Turano
FRANCESCO GRECO - “Chiediamo giustizia, non vendetta e per averla ci siamo affidati al miglior professionista in materia di incidenti stradali, l’avvocato Antonio Manco da Alessano… “.
Con questa precisazione, si fanno vivi i Famigliari del povero prof. Giuseppe Turano, morto fra le lamiere della sua auto lo scorso venerdi sera mentre tornava a casa, che ha lasciato la moglie e tre bambini piccoli e nello sgomento la sua Comunità e i tanti che lo conoscevano e gli volevano bene.
Ai solenni funerali, nella Chiesa del SS. Salvatore di Alessano, tutti gli altari adornati di fiori bianchi, sono intervenute migliaia di persone, commosse, tutti i sacerdoti della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (il cognato don Antonio De Giorgi è parroco di Tiggiano), alunni, colleghi, anche una Comunità da Corigliano Calabro (Cosenza) la città (40mila abitanti) dove il povero prof. di Matematica e Fisica era nato 47 anni fa.
“Allelluja” al flauto ha accompagnato la fine della messa. In piazza don Tonino Bello si sono innalzati in cielo decine di palloncini bianchi.
Sul fronte delle indagini, si apprende (ne dà notizia il GDP) che è indagato il 34enne alla guida della Maserati, risultato positivo all’alcoltest.
I Famigliari, inoltre, intendono affidare ai media la seguente, dolorosa riflessione su questa assurda tragedia, privata e collettiva, che ha anche un valore pedagogico.
Eccola: “Pirata della strada, spero che tu un giorno possa guardarti allo specchio e vedere il dolore che hai causato.
Spero che la tua coscienza ti tormenti.
E spero che il nostro dolore possa servire da monito per tutti.
Che nessun’altra famiglia debba vivere questo incubo.
Non chiediamo vendetta, chiediamo giustizia, ma soprattutto chiediamo a te, e a chiunque altro si senta onnipotente al volante, di capire.
Di capire che dietro a ogni auto c’è una vita, una famiglia, un futuro.
Che la strada non è un’arena, ma un luogo di convivenza, e la tua arroganza ha trasformato la nostra vita in un inferno”.
