Commercio, UGL Puglia: “Festività intoccabili, nessuna scorciatoia su occupazione e diritti”


BARI – Nessuna deroga sul rispetto delle festività e garanzie piene su occupazione e diritti dei lavoratori. È la posizione netta espressa da UGL Puglia sul tema delle aperture domenicali e festive nel settore del commercio.

Per il segretario regionale Marcello Fazio, il rispetto delle festività civili e religiose rappresenta una condizione imprescindibile per una reale conciliazione tra vita e lavoro, troppo spesso ridotta a semplice slogan. “La liberalizzazione spinta delle aperture – sottolinea – ha avuto un impatto pesante sulla qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, senza produrre benefici strutturali né sull’occupazione né sui salari”.

Secondo UGL Puglia, restituire centralità alle festività significa restituire tempo alla famiglia, alla comunità e alla cura di sé, dopo anni in cui la domenica è stata trattata come un giorno ordinario di produttività.

Il sindacato interviene con fermezza anche contro chi ipotizza di usare eventuali chiusure festive come pretesto per riduzioni di personale o dell’orario contrattuale. “Chiunque tenti di trasformare una legittima regolazione delle aperture in un alibi per ristrutturazioni occulte o per comprimere redditi e diritti – avverte Fazio – troverà l’UGL pronta a contrastare ogni forma di speculazione sulla pelle dei lavoratori”.

Per UGL Puglia, qualsiasi ridefinizione delle aperture festive deve essere accompagnata da garanzie chiare sul mantenimento dei posti di lavoro, delle ore contrattuali e dei livelli retributivi. “Non accetteremo scorciatoie che scarichino sui dipendenti i costi delle scelte organizzative o commerciali delle imprese, soprattutto in un contesto già segnato da precarietà e bassi salari”, ribadisce il segretario regionale.

Sul piano normativo, l’UGL ritiene che la competenza sulle aperture e chiusure festive debba essere affidata alle Regioni, d’intesa con gli enti locali, per costruire modelli aderenti alle specificità territoriali. “Una regolazione calata dall’alto non tiene conto delle differenze tra aree turistiche, piccoli centri, grandi poli commerciali e realtà interne – spiega Fazio –. La programmazione degli orari deve nascere nei territori”.

Infine, il sindacato sollecita l’avvio di un confronto strutturato con Regione Puglia, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali per definire una cornice condivisa che coniughi sviluppo, diritti e occupazione. “La Puglia può diventare un laboratorio di buone pratiche – conclude Fazio – in cui il rispetto delle festività non sia un costo, ma un investimento sulla dignità del lavoro e sulla qualità della vita”.