Artigianato in Puglia: segnali di ripresa ma restano criticità strutturali


BARI – Il comparto artigiano pugliese chiude il 2025 con una moderata ripresa, ma emergono criticità profonde, soprattutto se si guarda alla decennale perdita di imprese. Secondo i dati aggiornati da Unioncamere–Movimprese, la Puglia conta 373.787 imprese registrate, con un saldo positivo di 4.292 unità (+1,15%), superiore alla media nazionale (0,96%).

Nonostante questo, negli ultimi dieci anni la regione ha perso oltre 6.000 imprese artigiane individuali, pari a una contrazione del 9,1%, colpendo in particolare manifattura tradizionale, micro-botteghe e mestieri storici. Crescono invece, seppur timidamente, società di capitali artigiane e attività nei servizi.

Secondo Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani Puglia: «L’artigianato non è in via di estinzione, ma soffre per costi, burocrazia, concorrenza e mancanza di ricambio generazionale».

Le dinamiche provinciali

Bari si conferma la provincia guida, con saldo imprenditoriale positivo e crescita nelle costruzioni e nei servizi professionali. Criticità permangono nella manifattura tradizionale (tessile, legno-arredo, metalmeccanica).

Lecce mostra dinamismo soprattutto nei servizi alla persona, turismo e ristorazione, ma soffre la piccola manifattura tradizionale e il commercio artigiano nei centri minori.

Brindisi cresce grazie a costruzioni, manutenzioni e servizi legati al porto e all’energia, mentre le microimprese del commercio e della manifattura tradizionale restano fragili.

BAT registra crescita contenuta, concentrata su moda, calzature e legno-arredo; emergono difficoltà nelle microimprese più esposte a costi energetici e debolezza dell’export.

Taranto rimane il territorio più fragile, penalizzato dall’incertezza industriale, dai cali nei trasporti e nei flussi portuali, con microimprese del commercio e dei servizi particolarmente vulnerabili.

Foggia mostra tenuta grazie a edilizia, manutenzioni e servizi legati all’agroalimentare e al turismo di prossimità, ma senza segnali di slancio significativo.

Le raccomandazioni di Casartigiani Puglia

Castronuovo sottolinea la necessità di politiche differenziate per ciascun territorio, puntando su un tavolo regionale permanente sull’artigianato per monitorare trimestralmente i dati e tarare le politiche di sostegno, accesso al credito agevolato per micro e piccole imprese, in particolare nelle province più fragili, incentivi selettivi per investimenti 4.0, green e di filiera, legati a digitalizzazione, efficientamento energetico e sicurezza, semplificazione degli iter amministrativi per avvio, subentro e trasmissione d’impresa artigiana nei comuni medio-piccoli e valorizzazione dei fondi europei e nazionali (PR 21–27, JTF Taranto, PNRR residuo) per integrare formazione, innovazione e politiche attive del lavoro.

«L’artigianato è una comunità viva e attiva – conclude Castronuovo – e rappresenta un’infrastruttura sociale ed economica fondamentale dei nostri territori. Serve un impegno concreto delle istituzioni per garantire la sua sopravvivenza e crescita».

In sintesi, il 2025 segna una ripresa contenuta e segmentata, ma le sfide restano notevoli, con territori e settori che richiedono interventi mirati per innovazione, sostegno finanziario e ricambio generazionale.