Bari apre un ponte sanitario nel Mediterraneo: telecardiologia per Libano e Giordania con il progetto SALAM


BARI – Il Policlinico di Bari coordina il progetto SALAM, un’iniziativa internazionale di cooperazione sanitaria che punta a portare cure cardiologiche in Libano e Giordania grazie alla telemedicina. Presentato questa mattina nel padiglione Asclepios III dell’ospedale universitario barese, il progetto rientra nel Programma Interreg NEXT MED e coinvolge partner di Italia, Spagna, Libano e Giordania, incluse le Caritas locali e università partner.

SALAM – acronimo di Social, Sustainable and Inclusive Healthcare Systems in the Med Area e che in arabo significa “pace” – mira a colmare le disuguaglianze nell’accesso alle cure in Medio Oriente, dove la distanza geografica e la carenza di specialisti incidono sulla sopravvivenza in caso di patologie tempo-dipendenti, come quelle cardiologiche.

Elemento centrale dell’iniziativa è la piattaforma di telecardiologia HELIS Infarct.NET, già attiva in Puglia, che consente la trasmissione e l’analisi a distanza degli elettrocardiogrammi. Grazie a SALAM, il sistema sarà integrato negli ospedali di Beirut (Libano) e Irbid (Giordania), diventando centri di riferimento per le unità mediche mobili destinate a comunità vulnerabili.

“Con la nostra esperienza nella telemedicina – ha spiegato il dg del Policlinico, Antonio Sanguedolce – creeremo due Hospital Hub e forme di assistenza digitale che rendano l’accesso alla salute più equo. Mediamente in Puglia la piattaforma coordina 220 ECG al giorno per i pazienti interni e 600 per la rete 118. Questa esperienza sarà preziosa per salvare vite anche a centinaia di chilometri di distanza”.

Oltre alla sanità digitale, SALAM punta sulla formazione degli operatori sanitari, con corsi per medici, infermieri, tecnici e caregiver, includendo approcci di medicina narrativa per migliorare comunicazione, empatia e rapporto con il paziente.

Un altro asse del progetto riguarda la ricerca applicata, con il Politecnico di Bari impegnato nello sviluppo di dispositivi biomedicali a basso costo in collaborazione con i clinici del Policlinico, pensati per rispondere ai bisogni sanitari dei territori a risorse limitate, secondo un modello di open innovation.

Il progetto, con un budget complessivo di 2.999.000 €, di cui l’83% finanziato dall’Unione Europea, parte ufficialmente con il Kick-off Meeting del 29 e 30 gennaio 2026, e rappresenta un esempio concreto di cooperazione transfrontaliera e inclusione sanitaria nel Mediterraneo.