Bari, omicidio di Amleto Magellano: alla base del delitto un risentimento per lavori non pagati
BARI - Maurizio Pastore, 42 anni, fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, avrebbe agito per un rancore maturato circa un anno fa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il movente sarebbe legato a dei lavori di ristrutturazione della sua abitazione che la vittima, Amleto Magellano, 39 anni, si sarebbe rifiutata di pagare.
All’origine del tragico episodio, quindi, ci sarebbe un risentimento datato. Due testimoni oculari hanno fornito dettagli fondamentali sull’aggressione, permettendo agli investigatori di identificare Pastore come autore del delitto.
Secondo le ricostruzioni, Pastore avrebbe raggiunto Magellano alle spalle e, dopo poche parole, lo avrebbe colpito ripetutamente all’addome e al torace, per poi fuggire a piedi. La vittima è deceduta poco dopo al Policlinico di Bari a causa delle ferite riportate.
Di grande rilievo anche le dichiarazioni della moglie di Magellano, che ha confermato un litigio avvenuto circa un anno fa. Pastore, secondo quanto riferito dalla donna, avrebbe preteso dalla vittima il pagamento dei lavori di ristrutturazione della propria abitazione. Al rifiuto, l’uomo lo avrebbe rincorso armato di martello, senza riuscire a colpirlo. Nei mesi successivi, Pastore avrebbe continuato a inviare messaggi minatori e richieste di denaro tramite social network, poi regolarmente cancellati.
L’inchiesta prosegue per chiarire tutti i dettagli della vicenda e i contorni dell’azione premeditata.
