Città di Lecce Hospital primo centro italiano nel trial mondiale LIMIT per ridurre la terapia anticoagulante nei pazienti con protesi cardiache


LECCE – Città di Lecce Hospital, struttura di Alta Specialità accreditata con il SSN e parte del gruppo GVM Care & Research, è il primo centro in Italia a partecipare al trial internazionale LIMIT (Low INR to Minimize bleeding with mechanical valves Trial), uno studio volto a ridurre la quantità di anticoagulante necessaria nei pazienti portatori di protesi valvolari meccaniche senza comprometterne la sicurezza ed efficacia.

Il progetto è coordinato a livello internazionale dall’Università di Hamilton in Canada e coinvolge i principali centri cardiochirurgici del mondo, con l’Italia rappresentata dal team del prof. Giuseppe Santarpino, co-responsabile della Cardiochirurgia di Città di Lecce Hospital e principal investigator italiano dello studio. L’arruolamento e il follow-up dei pazienti sono coordinati dalla dott.ssa Veronica D’Anna, Clinical Research Coordinator della struttura salentina.

“Si tratta di un problema annoso e molto sentito dai pazienti – spiega il prof. Santarpino – perché la terapia anticoagulante, pur essendo salvavita, comporta un rischio emorragico se il dosaggio non è perfettamente controllato. Con questo studio vogliamo verificare se sia possibile mantenere la stessa efficacia terapeutica riducendo la dose di farmaco, così da limitare gli effetti collaterali e migliorare la qualità di vita dei pazienti”.

Il trial prevede la randomizzazione dei partecipanti in due gruppi: uno con dosaggio ridotto di anticoagulante e uno con dosaggio tradizionale. I primi cinque pazienti italiani sono già stati arruolati presso Città di Lecce Hospital. Se confermati, i risultati potrebbero portare a un nuovo range terapeutico dell’INR (ad esempio tra 1,5 e 2,5 anziché 2-3), con importanti ricadute sulle linee guida internazionali.

“Città di Lecce Hospital è tra i centri che hanno investito maggiormente nell’utilizzo di protesi meccaniche, con risultati eccellenti e una solida esperienza clinica e scientifica – aggiunge il prof. Santarpino –. Questo ci ha resi partner affidabile per un progetto di portata mondiale”.

Il trial include sia pazienti recentemente operati sia soggetti con protesi da oltre un anno, con esclusione di donne in gravidanza o con particolari comorbidità. Dal punto di vista dei pazienti, lo studio non comporta cambiamenti nelle abitudini quotidiane, se non nella quantità di anticoagulante assunta.

“Il riscontro dei primi pazienti è stato estremamente positivo – sottolinea il prof. Santarpino –. Molti erano già motivati a partecipare perché consapevoli dei rischi connessi a una terapia anticoagulante ad alto dosaggio, e sentono di contribuire personalmente a una ricerca che può migliorare la vita di molti”.

Il follow-up dello studio è previsto per circa dieci anni, ma risultati preliminari significativi potranno emergere già nei primi anni. Se i dati dimostreranno la maggiore sicurezza del dosaggio ridotto, il trial sarà eticamente interrotto per consentire a tutti i pazienti di beneficiarne.

I risultati saranno condivisi anche durante eventi internazionali come il congresso MICS (Minimally Invasive Heart Surgery) della Mitral Academy, presieduto dal prof. Giuseppe Speziale, per diffondere le conoscenze alle nuove generazioni di cardiochirurghi.

Secondo i dati Agenas PNE 2024, Città di Lecce Hospital è tra i centri pugliesi con i maggiori volumi di ricovero per valvuloplastica o sostituzione valvolare, con il 13,48% del totale regionale. La struttura presenta inoltre uno degli indici più bassi di mortalità a 30 giorni per questi interventi (0,55%), confermando l’elevata qualità dei risultati clinici.