Ex Ilva di Taranto, un’altra morte sul lavoro: la Conf.A.S.I. chiede verità e sicurezza
ROMA – La Conf.A.S.I. esprime profondo cordoglio per la morte di Claudio Salamida, operaio di 47 anni, dipendente diretto dell’ex Ilva di Taranto, deceduto in un grave incidente sul lavoro nel sito siderurgico.
Secondo le prime ricostruzioni, Salamida stava effettuando controlli su alcune valvole presso il convertitore 3 dell’Acciaieria 2, quando un pavimento grigliato avrebbe ceduto, provocando una caduta di circa cinque metri. Nonostante i tempestivi tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario, le ferite riportate si sono rivelate fatali. L’operaio lascia una moglie e un bambino.
La Conf.A.S.I. prende atto dell’avvio degli accertamenti da parte dello SPESAL per chiarire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza, sottolineando l’urgenza che tali verifiche siano rapide, rigorose e trasparenti. «La prevenzione del rischio e la manutenzione delle strutture non possono essere considerate variabili negoziabili», afferma l’organizzazione.
Il sindacato evidenzia come l’incertezza sul futuro dell’ex acciaieria di Taranto, lasciata in una situazione di limbo decisionale, continui a produrre conseguenze drammatiche sui lavoratori. «Non è più accettabile che la mancanza di una strategia industriale chiara e di investimenti certi in sicurezza si traduca in un bollettino di morti sul lavoro», sottolinea il presidente Antonio La Ghezza.
La Conf.A.S.I. ribadisce che la tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve restare una priorità assoluta, senza compromessi legati a logiche produttive o ritardi politici. «Mentre le istituzioni continuano a rinviare decisioni sul futuro dell’ex Ilva, si continuano a contare vittime tra i lavoratori. Non è più tollerabile la scelta obbligata: lavori, muori e fai morire», dichiara La Ghezza.
Il sindacato chiede piena luce sull’accaduto, l’accertamento di eventuali responsabilità e interventi immediati per garantire condizioni di lavoro sicure, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più.
