Fratello di Mario Frasca rinnova l’appello per il riconoscimento dei caduti italiani in missioni di pace
FOGGIA - A più di quindici anni dalla morte di Mario Frasca, militare foggiano deceduto il 23 settembre 2011 durante una missione di pace ad Herat, Afghanistan, il fratello Vincenzo Frasca torna a chiedere al governo italiano il riconoscimento dello Stato di vittime di terrorismo internazionale per tutti i soldati caduti nelle missioni all’estero.
Mario Frasca, caporal maggiore capo dell’esercito italiano originario di Orta Nova, aveva 32 anni quando perse la vita in Afghanistan. Nel 2012 Vincenzo Frasca ha fondato un’associazione dedicata alla memoria del fratello, con l’obiettivo di valorizzare il sacrificio dei militari italiani e ottenere giustizia e riconoscimento formale da parte delle istituzioni.
«Leggere le dichiarazioni della premier Meloni e del ministro della Difesa Crosetto, che chiedono a Trump il rispetto per i nostri soldati va bene – ha detto Vincenzo Frasca all’ANSA – ma dico loro che il rispetto deve iniziare prima dal governo italiano, fornendo il giusto riconoscimento ai nostri soldati, che meritano le massime decorazioni per il sacrificio compiuto».
Qualche mese fa, a maggio, il padre di Mario e Vincenzo, Antonio Frasca, aveva scritto una lunga lettera al presidente americano Donald Trump, chiedendo un incontro per sollecitare il riconoscimento internazionale dei caduti come vittime del terrorismo.
«Ci siamo sempre battuti affinché il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione fosse rispettato – continua Vincenzo Frasca – I nostri caduti sono stati riconosciuti in modo diverso, non come vittime del terrorismo internazionale, come invece avevamo richiesto fin dall’inizio. Abbiamo chiesto anche che venissero loro conferite le due massime onorificenze: la medaglia d’oro al valor militare e la medaglia d’oro al valor civile».
Già nel 2016, Vincenzo Frasca aveva organizzato una manifestazione a Piazza Montecitorio, raccogliendo firme insieme ai familiari degli altri militari caduti, da presentare agli organi del Governo e del Parlamento. «Chiediamo solo attenzione e riconoscimento per i nostri oltre 170 militari italiani che, dal 1950 a oggi, hanno perso la vita nelle missioni di pace in tutto il mondo», conclude Frasca.
