Furti a Bari, arrestato cittadino marocchino di 37 anni: accusato di quattro “spaccate”


BARI – Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino marocchino di 37 anni, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, ritenuto responsabile di una serie di furti compiuti con la tecnica della “spaccata” ai danni di esercizi commerciali della città. Si precisa che si tratta di un provvedimento in fase di indagini preliminari, la cui validità sarà verificata successivamente in sede processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’arresto è il frutto di molteplici servizi disposti dal Questore, che hanno visto impegnati equipaggi della Squadra Volante e della Squadra Mobile. L’obiettivo era individuare e rintracciare l’autore dei furti, tra cui anche un locale che erogava servizi di energia elettrica, tutti realizzati mediante rottura o sfondamento delle vetrine, la cosiddetta tecnica della “spaccata”.

Le indagini, condotte sul luogo delle effrazioni e supportate dalla visione delle telecamere di sorveglianza e da tracce rilevate dalla Polizia Scientifica, hanno permesso di ricostruire quattro episodi avvenuti tra il 16 dicembre e il 26 gennaio.

Dopo l’ultima incursione notturna, il 26 gennaio, presso un ristorante del centralissimo Corso Vittorio Emanuele, sono stati intensificati i servizi per rintracciare il sospettato, soggetto senza fissa dimora e di fatto irreperibile. Grazie all’impiego della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile e della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso, l’uomo è stato individuato nei giardini di piazza Eroi del Mare e accompagnato in Questura.

Al termine degli accertamenti, l’indagato è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, contestati i quattro furti e considerato il pericolo di fuga, ed è stato condotto presso la Casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato il provvedimento e disposto la custodia cautelare in carcere.

Si ribadisce che il procedimento si trova ancora in fase di indagini preliminari e che la colpevolezza dell’indagato dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.