Giustizia, Bellomo (FI): “Riforma sgancia magistratura da politica e correnti”


BARI - “La riforma della giustizia sgancia la magistratura dalla politica, scollegando una parte di essa dai partiti di sinistra che da sempre governano le correnti. È l’esatto contrario dell’accusa mistificatoria che ci viene rivolta. Basterebbe analizzare il testo normativo senza pregiudizi ideologici per comprendere che è pienamente coerente con il dettato costituzionale e con la riforma del codice di procedura penale del 1989, che pone accusa e difesa sullo stesso piano, con un organo terzo chiamato a giudicare.

Chi si oppone vuole che nulla cambi, mantenendo correnti della magistratura capaci di influenzare incarichi non in base al curriculum del candidato, ma alle appartenenze, con grave pregiudizio per il merito e a scapito della domanda di giustizia dei cittadini. Una giustizia è tale solo se rapida e con eguali diritti per tutti. Un’assoluzione tardiva non serve, e una prescrizione più breve può incentivare processi più veloci.

In tema di giustizia, sottolinea Bellomo, c’è molto da fare anche sul sistema carcerario, ma il governo sta operando nella giusta direzione, adottando misure che in altri Paesi europei sono la regola. Senza che l’opposizione possa accusare la magistratura di essere sottoposta al potere politico. “La predica – conclude – spesso viene dal pulpito sbagliato: chi vorrebbe continuare a condizionare giudici e pm”.

Lo ha dichiarato Davide Bellomo, deputato e capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia, dopo le comunicazioni del ministro Carlo Nordio in Aula alla Camera.