Maltrattamenti in famiglia, assolto 52enne: i fatti risalivano al 2004
FOGGIA - Il Tribunale di Foggia ha assolto un uomo di 52 anni accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, a distanza di nove anni dai fatti contestati. La vicenda giudiziaria riguardava un arco temporale compreso tra il 2004 e il febbraio del 2017.
La moglie dell’uomo, successivamente separata e costituitasi parte civile nel procedimento penale, aveva denunciato il marito sostenendo di essere stata ingiuriata e aggredita sin dai primi anni di matrimonio, anche alla presenza della figlia minorenne. Tra le accuse mosse vi erano presunte aggressioni fisiche, descritte come morsi, gomitate e calci, oltre a vessazioni psicologiche e verbali.
Secondo la ricostruzione della donna, il marito le avrebbe inoltre impedito di frequentare familiari e amiche, sottoponendola a un clima di costante controllo e violenza, anche davanti alla figlia. La minore, per un periodo di cinque mesi, era stata allontanata dal nucleo familiare e collocata in una comunità, per poi essere affidata al padre, come richiesto dalla stessa.
Nel corso del processo, tuttavia, le dichiarazioni della donna sono state ritenute contraddittorie e le accuse considerate insussistenti. L’uomo era stato rinviato a giudizio nell’ottobre del 2021 e, dopo quattro anni di udienze, prove testimoniali e documentali, la stessa Procura, al termine della requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato.
Decisione accolta dal Tribunale, che ha assolto il 52enne da tutte le accuse.
«Qualunque padre si sarebbe arreso – ha dichiarato l’avvocato Ettore Censano, che ha assistito l’uomo insieme al collega Giulio Treggiari –. Ha invece raccolto tutte le sue energie per portare avanti una battaglia soprattutto per sua figlia. Questa storia mostra come, molto spesso, si parta dal pregiudizio che l’uomo sia sempre autore di maltrattamenti».
