Morte all’ex Ilva, 17 indagati per l’operaio deceduto: disposta l’autopsia


TARANTO – Sono 17 le persone indagate dalla Procura di Taranto per la morte di Claudio Salamida, operaio di 46 anni originario di Alberobello e residente a Putignano, deceduto lunedì scorso a seguito di un incidente sul lavoro all’interno dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia.

L’ipotesi di reato contestata è omicidio colposo in concorso, per presunte condotte di imprudenza, negligenza, imperizia e violazioni delle norme antinfortunistiche. Con decreto del pubblico ministero Mariano Buccoliero è stato disposto un accertamento tecnico non ripetibile: l’esame autoptico, affidato alla medico legale Liliana Innamorato. Il conferimento dell’incarico è fissato per lunedì 19 gennaio in Procura, mentre l’autopsia verrà eseguita all’ospedale Santissima Annunziata. Agli indagati è stato notificato l’avviso per la nomina dei consulenti di parte.

Nel registro degli indagati figurano due dirigenti apicali, un capo area, un capo reparto, diversi capi turno, responsabili e tecnici della manutenzione meccanica, capi squadra addetti alla manutenzione e un preposto di una ditta dell’indotto. Una platea ampia, che copre l’intera catena organizzativa dell’impianto, sulla quale gli inquirenti stanno verificando eventuali profili di responsabilità nella dinamica dell’incidente.

Salamida, dipendente di Acciaierie d’Italia, stava lavorando nell’area del convertitore 3 quando è precipitato dal quinto livello dell’acciaieria, compiendo un volo di circa sette metri. Secondo le prime ricostruzioni, l’operaio era impegnato nella chiusura di una valvola di ossigeno su un camminamento dove erano state posizionate pedane in legno, che si sarebbero aperte per cause ancora da chiarire. Tra le persone offese figurano la moglie, il figlio minore, il fratello e i genitori.

Tra gli indagati risultano anche il direttore generale di Acciaierie d’Italia, Maurizio Saitta, il direttore dello stabilimento Benedetto Valli e un responsabile dell’impresa appaltatrice Peyrani, una delle aziende coinvolte nei lavori del convertitore 3 dell’acciaieria 2, rimasto fermo da settembre fino allo scorso 5 gennaio.

La svolta investigativa è arrivata al termine degli accertamenti condotti dallo Spesal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl. La Procura ha disposto il sequestro dell’area in cui si è verificato l’incidente. Intanto l’acciaieria 2 continua a funzionare utilizzando il convertitore 1.