Oncologia pediatrica: AIEOP chiarisce, nessuna evidenza scientifica sull’uso della CyberKnife per DIPG e DMG
BOLOGNA – Dopo il caso della bambina di Bari colpita da un tumore cerebrale aggressivo e la conseguente risonanza mediatica, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP) interviene per fare chiarezza sull’uso della tecnologia CyberKnife nel trattamento dei tumori cerebrali pediatrici, in particolare DIPG e DMG.
Negli ultimi giorni, diverse notizie e contenuti sui social avevano lasciato intendere che la CyberKnife potesse rappresentare una terapia efficace “non disponibile in Italia”. Secondo l’AIEOP, queste affermazioni non trovano alcun riscontro scientifico e rischiano di creare false speranze nelle famiglie già impegnate in percorsi medici complessi e dolorosi.
L’associazione sottolinea che l’indicazione all’uso della radioterapia nei bambini spetta a radioterapisti e oncologi pediatrici, operanti all’interno di team multidisciplinari, che valutano caso per caso sede, istologia, età e prognosi del paziente, stabilendo la tecnica più appropriata.
Nel dettaglio, la radioterapia stereotassica con CyberKnife, pur disponibile in Italia, non è indicata per i gliomi diffusi della linea mediana (DMG) e i gliomi diffusi intrinsechi del ponte (DIPG) nei pazienti pediatrici. La scelta è motivata dalle caratteristiche biologiche e di diffusione di questi tumori, nonché dalla loro risposta alle radiazioni, che richiede schemi di frazionamento e volumi di trattamento non compatibili con i principi della tecnica CyberKnife.
L’AIEOP ricorda inoltre che l’Italia partecipa attivamente alle principali reti internazionali di ricerca e dispone di studi clinici sperimentali avanzati dedicati ai DIPG e DMG pediatrici, caratterizzati da un solido razionale scientifico e da rigorosi protocolli etici. Ogni decisione terapeutica, convenzionale o sperimentale, viene condivisa con le famiglie solo dopo valutazione multidisciplinare completa.
Concludendo, l’AIEOP esprime vicinanza alla famiglia della bambina barese e ribadisce l’urgenza di contrastare la diffusione di informazioni infondate, invitando i cittadini a fare riferimento esclusivamente a fonti scientifiche e a professionisti qualificati per ogni decisione relativa alla cura dei tumori pediatrici.
