Sanità a Taranto, l’UGL Salute denuncia le criticità del 118: “Servizio frammentato e privatizzato, urgente internalizzazione”
Secondo Telmo, l’utilizzo degli OTS da parte dell’ASL avviene spesso in modo improprio rispetto al loro reale ruolo, alimentando un meccanismo distorto che coinvolge associazioni private e indebolisce il servizio pubblico. “In questo contesto la gestione privatizzata del 118 non è più sostenibile né accettabile. Un servizio essenziale come l’emergenza sanitaria non può essere lasciato a logiche esterne al Servizio Sanitario Nazionale”, aggiunge il sindacalista.
L’UGL Salute chiede quindi l’avvio di un percorso di internalizzazione del servizio di emergenza–urgenza, con un piano strutturato che restituisca centralità al pubblico. La gestione privata, sottolinea Telmo, ha spesso generato condizioni di lavoro precarie per i soccorritori, senza garantire una formazione omogenea e standard professionali adeguati alla complessità degli interventi richiesti.
Il sindacato evidenzia inoltre l’urgenza di creare una figura professionale sanitaria dedicata all’emergenza territoriale, come già avviene in altre regioni italiane in linea con le direttive europee. La pandemia ha reso ancora più evidenti le fragilità del sistema locale, mettendo in luce carenze strutturali che richiedono risposte immediate e coraggiose.
“Il territorio jonico non può continuare a rimanere indietro. Serve un cambio di strategia che metta al centro cittadini e lavoratori della sanità, garantendo dignità, sicurezza e riconoscimento professionale”, conclude Telmo.
L’UGL Salute rivolge un appello alle istituzioni regionali e locali affinché Taranto non venga più considerata una realtà marginale. “È tempo di superare divisioni e polemiche sterili per costruire un servizio sanitario pubblico efficiente, moderno e realmente vicino ai bisogni della popolazione. I lavoratori del settore sono pronti a fare la loro parte, ma hanno bisogno di certezze, tutele e visione. Serve volontà politica, serve coraggio, serve agire adesso”.
