Ex Ilva, via libera Ue al prestito ponte da 390 milioni: garantita la continuità produttiva in attesa del nuovo gestore
TARANTO -La Commissione europea ha autorizzato il prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro destinato ad Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato. L’obiettivo della misura è assicurare la continuità operativa del principale produttore siderurgico integrato italiano fino al trasferimento delle attività al nuovo operatore che sarà individuato tramite la gara in corso.
Il finanziamento, con una durata massima di sei mesi, servirà a coprire i costi operativi dell’azienda, tra cui il pagamento di fornitori e stipendi. Secondo Bruxelles l’intervento è proporzionato, limitato al fabbisogno di liquidità dell’impresa e concesso a condizioni di mercato comparabili a quelle applicate ad aziende concorrenti. Al termine del periodo previsto, l’Italia dovrà presentare un piano di ristrutturazione o di liquidazione oppure dimostrare il rimborso del prestito.
L’esecutivo europeo sottolinea che una chiusura improvvisa dello stabilimento avrebbe pesanti ricadute sociali e industriali, soprattutto in Puglia, dove il tasso di disoccupazione è già superiore alla media europea, e conseguenze su numerosi comparti produttivi collegati alla filiera siderurgica, dall’automotive alla meccanica fino agli elettrodomestici e alle costruzioni.
La Commissione evidenzia inoltre che né Acciaierie d’Italia né la precedente Ilva hanno ricevuto aiuti al salvataggio o alla ristrutturazione negli ultimi dieci anni e che la misura non altera in modo significativo la concorrenza nel mercato interno.
Bruxelles precisa infine che il via libera al prestito non incide sulla procedura d’infrazione aperta contro l’Italia per il rispetto della direttiva sulle emissioni industriali nello stabilimento di Taranto. Il futuro gestore dovrà impegnarsi su decarbonizzazione, chiusura delle aree a carbone, introduzione di forni elettrici e pieno rispetto delle prescrizioni ambientali.
