Medio Oriente, raid Usa-Israele in Iran: morto Khamenei


TEHERAN - Israele e Stati Uniti hanno annunciato l’avvio di un’operazione militare congiunta contro l’Iran, definita da Tel Aviv “Il ruggito del leone” e dal Pentagono “Operazione Furia Epica”. Secondo il presidente americano Donald Trump, l’obiettivo è “difendere gli americani” ed eliminare “imminenti minacce del regime iraniano”, impedendo a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare.

Il bilancio provvisorio dei raid supera i 200 morti. Tra le notizie rilanciate dai media israeliani, il Times of Israel riferisce che l’ayatollah Ali Khamenei sarebbe stato ucciso e che il suo corpo sarebbe stato recuperato dalle macerie del compound colpito. Anche il premier Benjamin Netanyahu avrebbe dichiarato di aver visionato video che mostrerebbero il cadavere della Guida Suprema iraniana. Al momento, tuttavia, non risultano conferme indipendenti ufficiali da parte iraniana.

La risposta di Teheran è stata immediata. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato l’operazione “Truth Promise 4” contro “l’aggressione americano-sionista”, lanciando missili verso Israele e contro obiettivi statunitensi nel Golfo. Colpite basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti; missili sarebbero stati lanciati anche verso Dubai. È stata inoltre annunciata la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.

Nel sud dell’Iran, secondo la televisione di Stato, un attacco avrebbe colpito una scuola elementare femminile nella contea di Minab: le vittime sarebbero salite a 85, tra cui molte studentesse.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito l’azione militare “illegale e illegittima”, parlando di una guerra “immotivata” contro Teheran e promettendo una risposta proporzionata. L’escalation apre ora a scenari di conflitto su larga scala in un’area cruciale per gli equilibri geopolitici ed energetici globali.