Mottola ha la sua Casa di Comunità


MOTTOLA (TA)
- Mottola ha da mesi una Casa di Comunità di circa 1540 mq nel plesso “Nuovo Ospedale”, realizzata nell’ambito degli investimenti PNRR con una spesa di 1,2 milioni di euro. Non ancora attivata nell’indifferenza delle istituzioni e forze politiche locali.

La Gazzetta del Mezzogiorno il 21 Ottobre 2025 ha pubblicato un articolo di Francesco Francavilla, dal titolo “Mottola, la Casa di Comunità resta chiusa: mancano medici e infermieri”.

Per quanto ci è dato sapere, resta chiusa in attesa di un ipotetico modello organizzativo e della disponibilità del personale sanitario. Lo rende noto Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Mottola.

Con l'attuazione del DM 77/22, la sanità italiana avvia una trasformazione radicale del modello territoriale. Al centro di questa rivoluzione si pone la “Casa di Comunità”, individuata come il nuovo baricentro dei servizi: un punto di riferimento unico, visibile e “facilmente raggiungibile e individuabile che rende fruibili tutti i Servizi sanitari e sociosanitari di base previsti dal SSN”.

L’attuale medicina territoriale sta attraversando una crisi profonda che ricade direttamente sulle spalle dei cittadini. Oggi, affrontare un problema di salute significa spesso entrare in un percorso a ostacoli: dalle difficoltà nel contattare il proprio medico alle lunghe code ai centri di prenotazione (CUP), fino a liste d'attesa estenuanti.

Questa frammentazione ha prodotto conseguenze critiche, molti cittadini scoraggiati dalla burocrazia rinunciano e smettono di curarsi, altri, in assenza di alternative chiare finiscono al pronto soccorso, causando sovraffollamento e attese infinite anche per casi non gravi. Tutto questo è obsoleto, sempre più insostenibile e ha reso le Case di Comunità la soluzione urgente e indifferibile.

La Casa di Comunità rappresenta il luogo nel quale una volta entrati con un problema si esce con una risposta. Il cittadino trova un desk di accoglienza, il personale lo prende in carico, l’accoglie, l’ascolta e lo indirizza subito verso il servizio giusto, senza rimbalzarlo da un ufficio all’altro. Dove trova medici di famiglia, infermieri e altri professionisti che lavorano insieme, si occupano delle visite, dei controlli per le malattie croniche come diabete o pressione alta, delle medicazioni, dei controlli di base e dell’assistenza a casa quando serve. Attenzione particolare è dedicata alle persone anziane, fragili e svantaggiate che non vengono lasciate sole ma seguite nel tempo, passo dopo passo.

Il cittadino che ha bisogno di assistenza infermieristica o di controlli periodici presso la Casa di Comunità può fare medicazioni, controlli di base, ricevere consigli utili e supporto per gestire meglio la sua salute. Se ha difficoltà per gli spostamenti la Casa di Comunità organizza l’assistenza a domicilio, se ha difficoltà economiche o sociali viene aiutato facilitando l’accesso ai servizi del territorio. Una presa in carico e indirizzo a 360 gradi.

Va dato atto alla ASL Taranto di aver completato le opere strutturali nei tempi previsti, così come non ci risulta esserci carenza di personale medico. Sembra essere sempre più evidente la mancanza di disponibilità al cambiamento da parte dei medici di base e specialisti territoriali. Posizione sostenuta purtroppo con la “complicità” politica prima della Regione Puglia che ha sottoscritto con la Federazione Medici di Medicina generale l’AIR (accordo integrativo regionale) del 13/05/2025 in cui si è inteso attivare le Case di Comunità …” senza intervenire inutilmente sul ruolo dei medici, ma
attraverso la ottimizzazione del sistema organizzativo esistente”. Successivamente del Governo che ha sottoscritto l’Accordo Collettivo Nazionale dei Medici di Medicina Generale, operativo per il triennio 2025/2027, accantonando le proposte del proprio Ministro della Sanità che indicava nell’assunzione dei medici e specialisti territoriali la vera soluzione.

Siamo convinti che le Case di Comunità siano una necessità improrogabile per il bene dei cittadini e per sancire ancora una volta il diritto alla salute ti tutti, e siamo certi che il Governatore De Caro e l’Assessore Donato Pentassuglia sapranno trovare le soluzioni con chi oggi si oppone al cambiamento.

È doveroso aprire un confronto con tutte le forze politiche mottolesi e con la ASL Taranto affinché questa opera pubblica del SSN, indispensabile per i nostri concittadini, non venga vanificata come è successo per le precedenti nel nostro comune.