Operazione «Ura»: udienza preliminare il 23 marzo per traffico di droga tra Albania e Bari


BARI - Si aprirà il 23 marzo l’udienza preliminare relativa all’operazione «Ura», condotta dalla Direzione investigativa antimafia, che ha smascherato i legami tra la criminalità organizzata albanese e i clan baresi di Japigia, nell’ambito di un traffico internazionale di stupefacenti.

L’indagine ha documentato un flusso consistente di eroina e cocaina dal 2016, che collegava Balcani, Nord Europa, Sud America e Puglia. I clan Parisi-Palermiti di Bari erano responsabili della lavorazione e del confezionamento della droga, ceduta poi all’ingrosso ad altre organizzazioni nelle province di Bari, Brindisi e Lecce. L’eroina proveniva dalla Turchia, la cocaina dall’America Latina.

Ventisei imputati compariranno davanti al giudice dell’udienza preliminare Antonella Cafagna, con accuse di traffico internazionale di droga, riciclaggio e abuso d’ufficio. La Dia ha rilevato circa 255 chilogrammi di droga trasportata tramite corrieri internazionali e flussi di denaro per 4,5 milioni di euro tra Puglia e Albania, oltre a trasferimenti di oltre 500 mila dollari dall’Albania all’America Latina come anticipo per cocaina.

Tra gli imputati figura Massimiliano Fiore, presunto collegamento tra i narcotrafficanti albanesi e il clan Palermiti, in contatto con Adi Coba, 33 anni, detto «la bestia», ed Erigels Presi, 36 anni, detto «Enrico», referenti albanesi dei gruppi smantellati, oltre al capo clan Eugenio Palermiti.

Fiore è proprietario di una villa a Torre a Mare, sequestrata lo scorso ottobre, dove sono stati trovati strumenti compatibili con il confezionamento di droga: robot da cucina, buste in cellophane, bilancino di precisione, nastro adesivo e piastre in acciaio.

Il giudice Cafagna avrà circa due mesi per decidere su un eventuale rinvio a giudizio. La misura cautelare in corso scadrà a maggio.