Quando certi Presidenti dell'ordine dei giornalisti pugliesi prendono strade ''sbagliate''
![]() |
| (Pixabay) |
VITTORIO POLITO - Mi riferisco alla presidenza di Valentino Losito per certe prese di posizione nei riguardi dei pubblicisti di un decennio fa. Infatti in base a questa strana iniziativa, nonostante il lavoro svolto, anche se gratuitamente a favore di molte testate che NON HANNO PAGATO i giornalisti che hanno collaborato con articoli e note, si sono visti depennare dall’Albo, nonostante essere stati ammessi, aver pagato tutti i diritti previsti per l’ammissione all’Ordine. La decisione dell’Ordine dei Giornalisti di Bari e del Consiglio Nazionale dei Giornalisti – formalmente ineccepibile alla luce della disciplina legislativa vigente e della giurisprudenza disciplinare – è infatti sostanzialmente ingiusta.
È bene che i Lettori conoscano le “colpe” dei giornalisti che hanno lavorato onestamente e non hanno potuto dimostrare di essere stati retribuiti dalle testate con le quali hanno collaborato, non avendo questi provveduto al pagamento di quanto dovuto, pur pubblicando le note. Evidentemente, l’Ordine non ha apprezzato l’onestà dei suoi iscritti: sarebbe stato semplice procurarsi una certificazione di comodo per dimostrare un pagamento mai avvenuto (come, probabilmente, hanno fatto e, forse, continuano a fare per salvarsi dalla cancellazione. Mi auguro che l’Ordine, prima o poi, possa tornare sui suoi passi, attraverso una interpretazione non formalistica della legge.
Chi scrive ha raggiunto un’età di 90 anni che gli consente di essere in qualche modo “al disopra delle parti”, sicché queste considerazioni e la presente nota, valgono soprattutto per i tanti giovani animati dall’entusiasmo per la professione giornalistica. Far tacere una voce (a volte anche critica) significa limitare in ogni caso la libertà di informazione. Grazie alle testate “Giornale di Puglia” (on line), diretto da Vito Ferri, il “Quotidiano di Bari”, diretto da Francesco Cesidio Tatarella, ed altre, che ringrazio, il sottoscritto ha continuato, e continua, a scrivere in barba a decisioni strane e inopportune di certi presidenti. Per quanto mi riguarda, continuerò a far sentire comunque la mia voce, su tutte le testate che daranno spazio ai miei contributi solitamente culturali, alle quali esprimo tutta la mia gratitudine.
