Alberto Ratta nuovo direttore della chirurgia pediatrica al Giovanni XXIII di Bari
BARI – Il dottor Alberto Ratta è il nuovo direttore dell’unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica dell’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Specialista con una consolidata esperienza nella chirurgia neonatale e pediatrica, il dott. Ratta proviene dall’AUSL della Romagna, dove dal 2003 ha ricoperto il ruolo di dirigente medico presso la UOC di Chirurgia Pediatrica e, negli ultimi anni, ha svolto incarichi di alta specializzazione in chirurgia mini-invasiva neonatale e pediatrica.
Il dottor Ratta è certificato operatore di chirurgia robotica “Da Vinci” dal 2023 e ha sviluppato competenze nella chirurgia toracica pediatrica e nel trattamento delle malformazioni della parete toracica, introducendo tecniche innovative come la correzione toracoscopica del pectus excavatum. Nel corso della sua carriera ha partecipato a oltre 6000 procedure chirurgiche, di cui più di 800 come primo operatore, maturando esperienza sia in ambito elettivo sia nelle urgenze neonatali.
Autore di 89 lavori scientifici, è membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Videochirurgia Infantile e ha contribuito alla formazione di giovani medici e specializzandi tramite attività di docenza e tutoraggio universitario.
“Desidero esprimere le mie congratulazioni al nuovo direttore della chirurgia pediatrica – ha dichiarato il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – La sua esperienza clinica e scientifica rappresenta un valore aggiunto per il nostro ospedale pediatrico.
Questa nomina si inserisce in una strategia più ampia di consolidamento delle alte specialità pediatriche. Stiamo procedendo con il concorso per l’incarico di direttore di Anestesia e Rianimazione e parallelamente compiendo passi concreti per la riattivazione della cardiochirurgia pediatrica. L’obiettivo è consolidare un modello organizzativo strutturato, capace di lavorare in équipe multidisciplinari e di offrire ai bambini e alle loro famiglie percorsi di cura completi e integrati”.
