Bari, giornata contro la violenza sugli operatori sanitari: formazione e prevenzione per ridurre le aggressioni
BARI - Prevenzione, formazione e nuovi strumenti organizzativi per contrastare le aggressioni ai danni del personale sanitario. È questo il tema al centro dell’iniziativa promossa dalla ASL Bari in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, in programma il 12 marzo a Bari nell’auditorium “Arcobaleno” dell’ex CTO.
L’evento, organizzato dal Comitato Unico di Garanzia dell’azienda sanitaria presieduto da Lorenzina Maria Proscia, sarà aperto dai saluti istituzionali di Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, e di Luigi Fruscio, direttore generale della ASL Bari.
Negli ultimi anni l’azienda sanitaria ha messo in campo diversi strumenti per prevenire episodi di violenza nei luoghi di cura. Tra questi rientrano quasi 200 infermieri di processo formati, 350 operatori di Pronto Soccorso e servizi psichiatrici coinvolti in corsi di gestione dei conflitti (de-escalation), nuove procedure organizzative e protocolli operativi, oltre all’installazione di sistemi di allarme e vigilanza nei reparti più esposti. L’obiettivo è ridurre le tensioni e prevenire le situazioni di rischio attraverso una migliore comunicazione con pazienti e familiari.
Un primo risultato arriva dal Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere, dove nel 2025 le segnalazioni di aggressione sono scese del 50% rispetto al 2024, passando da sei a tre casi. Un miglioramento attribuito anche alla presenza dell’infermiere di processo, figura incaricata di facilitare la comunicazione tra operatori e utenti.
«La sicurezza dei nostri operatori è una priorità assoluta – ha dichiarato il direttore generale Luigi Fruscio –. Stiamo investendo su formazione, organizzazione e comunicazione perché la prevenzione nasce da ambienti di lavoro più strutturati e da un rapporto più chiaro con i cittadini».
Nonostante i segnali incoraggianti, le aggressioni restano un problema rilevante. Nel 2024 sono state registrate 130 segnalazioni, diventate 160 nel 2025. L’incremento viene interpretato anche come effetto di una maggiore sensibilizzazione del personale e di una più diffusa applicazione delle procedure aziendali di segnalazione degli episodi.
I dati mostrano che la maggior parte delle aggressioni è di tipo verbale, pari all’86,7% nel 2024 e al 71,9% nel 2025. Le aggressioni con componente fisica, comprese quelle miste, nel 2025 superano complessivamente il 20% dei casi. Nello stesso anno è stato inoltre rilevato un danno psicologico nel 10% degli episodi, segno di una maggiore attenzione anche agli effetti non solo fisici delle aggressioni.
Le statistiche confermano anche la forte incidenza del fenomeno ai danni delle operatrici sanitarie: le donne rappresentano il 70,8% delle vittime nel 2024 e il 63,8% nel 2025. Le categorie professionali più colpite restano medici e infermieri, seguiti dagli psichiatri. Nella maggior parte dei casi le aggressioni provengono dall’esterno, in particolare da pazienti o familiari, con una percentuale dell’87% nel 2024 e dell’81,9% nel 2025. Gli episodi tra colleghi si mantengono invece stabili tra il 9 e il 10%.
Parallelamente cresce anche l’impegno nella prevenzione e nell’analisi dei casi. Gli audit interni sono passati da 48 nel 2024 a 58 nel 2025, con interventi mirati su organizzazione dei servizi, condivisione delle procedure, rafforzamento della vigilanza e formazione sulla gestione dei conflitti. Nel 2025 sono stati attivati corsi specifici per il personale dei Servizi psichiatrici ospedalieri, del SET 118 e dei Pronto Soccorso, con un ampliamento previsto anche nel 2026.
«Contrastare la violenza contro gli operatori sanitari significa tutelare il diritto alla salute di tutta la comunità», ha sottolineato Vito Montanaro. «Ridurre la tensione nei luoghi di cura vuol dire migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare il rapporto di fiducia tra sistema sanitario e cittadini».
L’obiettivo della ASL Bari è continuare su questa strada, rafforzando gli strumenti di prevenzione e la formazione del personale per garantire ambienti di lavoro più sicuri per chi ogni giorno si prende cura dei cittadini.
