De Santis: «Sul Ddl Bongiorno grave passo indietro. Senza consenso è stupro»


BARI - «Il disegno di legge sulla violenza sessuale proposto dalla senatrice Giulia Bongiorno rende le donne vittime due volte perché, oltre a subire la violenza, saranno loro a dover dimostrare di avere dissentito: saranno messe sotto accusa prima ancora di chi ha abusato.

Un testo che, introducendo al Senato il principio della “volontà contraria all’atto sessuale” al posto del “consenso libero e attuale”, rappresenta una grave ingiustizia e un tradimento rispetto alla legge storica del 1996, che definì lo stupro come reato contro la persona e non più contro la morale. Trent’anni dopo, con il Ddl proposto dalla destra, si fa un passo indietro, nonostante l’intesa raggiunta alla Camera.

Per questo, come Pd insieme a M5S, Prossima e Per la Puglia, ci opponiamo con forza e chiediamo che dalla Puglia arrivi una sollecitazione chiara al governo affinché torni sui suoi passi, con una mozione che impegni la Giunta regionale ad attivarsi anche col Senato per riconoscere come violenze gli atti sessuali senza consenso libero e attuale.

Anche su questi temi, che non dovrebbero essere divisivi, la destra vuole lasciare la propria impronta, ma non sarà impresa facile se la mobilitazione continuerà, nelle piazze e nelle istituzioni».

Lo dichiara il consigliere regionale e segretario del PD Puglia, Domenico De Santis.