Donne in amore: 'Reminders of Him'


FRANCESCO ROMA - ROMA
– Kenna Rowan si è autoaccusata della morte del fidanzato Scotty Landry a causa di un incidente stradale: lei era alla guida dell’auto. Non sapeva che aveva solo un braccio ferito e che perciò poteva essere salvato. Nella tragica notte, ha chiesto aiuto, ma nessuno si è fermato. L’America dove ognuno si fa i cavoli suoi.

E’ stata condannata a sette anni, ma per buona condotta gliene hanno risparmiato uno. L’ultima cosa che dovrebbe fare è farsi viva dove la sua vita è stata sconvolta, ma. si sa, il passato ci insegue sempre e comunque la ragazza è determinata a ritrovare il senso della sua esistenza, e fare chiarezza sull’accaduto. E comunque, tutti abbiamo diritto a una seconda chance e poi certi lutti sono lunghi e ispidi da elaborare (gli analisti costano).

Torna così a Laramie (Wyoming), strappa la croce di legno che ricorda dove è avvenuto l’incidente e affitta una stanza al residence "Paradise". A nero, ovviamente, ma per avere uno sconto sulla luce, la padrona di casa – che combatte con un musicista fracassone, old America - chiede di accudire un gattino. Con cui entra subito in empatia.

E’ l’America dei pick-up, i centri commerciali e i meet-up nei cafè di "Reminders of Him" (La parte migliore di te), diretto con mano ferma e sapiente da Vanessa Caswill, prodotto da Universal Picture (nelle sale italiane da oggi, 12 marzo), tratto dal romanzo omonimo di Colleen Hoover, uscito nel 2022. Con una superba, magnetica Maika Monroe e un Tyriq Whiters che le tiene testa alla grande nel ruolo di Ledger Ward, ma anche la piccola Zoe Kosovic (Diem Landry) è emozionante nella sua innocenza.

Kenna era incinta, la bambina partorita in carcere (prematura di sei settimane) è stata affidata ai nonni, i genitori di Scotty. Quando la ragazza apre il diario per parlare col fidanzato morto, si capisce che il film offre una dimensione metafisica, ultraterrena. Una delle infinite interfacce. Poiché scopriamo che Ledger, il migliore amico di Scotty, è affezionato alla bambina in modo quasi morboso. Un transfert. Un desiderio di paternità sospeso, impossibile da realizzare in quanto la sua storia d’amore è finita. Nel frattempo Kenna lavora al bar di Ledger (a stento riesce a pagarsi la stanza).

E "complotta" con i genitori di Scotty per non far vedere la bambina alla madre. Cosciente che se avvenisse, tutte le vite si dovrebbero riavvolgere come il nastro di una pellicola e rimettersi in discussione.

E qui la virata narrativa diventa femminista: Kenna incarna l’etimologia più antica e pura del termine. Sola contro tutti. Solo una ragazzina down sta dalla sua parte, senza peli sulla lingua.

C’è un momento intenso, bellissimo, in cui la madre sta per rinunciare a lottare per la sua deliziosa bambina: raccoglie le sue cose e chiede al gattino se vuole andarsene anche lui. Poi ci ripensa…

Non saremo così maleducati da dire allo spettatore il "the end" della bellissima storia per non levargli la bellezza e l’emozione basic di scoprirlo da solo.

Possiamo solo suggerirgli di correre a vederlo, perché questo film d’amore e di lotta riconcilia con se stessi, gli altri, il mondo, in un momento storico complicato e terribile e apre l’orizzonte e il cuore alla speranza di un futuro diverso da quello che, come un frutto amaro, velenoso, ci stanno servendo.