Emiliana Cantone (intervista): «Bari è casa, il mio tour teatrale non poteva che partire da qui»


NICOLA RICCHITELLI –
C’è chi la segue dai tempi delle prime comunioni e chi oggi, diventato genitore, continua a trovare nelle sue canzoni la colonna sonora della propria vita. Emiliana Cantone non è solo un’artista, è un pezzo di storia della musica pop napoletana che ha saputo attraversare le generazioni restando fedele a sé stessa. In vista del suo atteso ritorno in Puglia, il prossimo 20 marzo all’AncheCinema di Bari, Emiliana si racconta in questa intervista esclusiva: dai 24 anni di carriera vissuti col cuore di un’esordiente, alla scelta di una scaletta coraggiosa che recupera perle nascoste del suo repertorio, fino alla profonda riflessione sulle sfide delle donne nel mondo dello spettacolo.

Dopo i grandi successi nelle piazze e nei palazzetti, torni in una dimensione più intima: cosa ti regala il contatto così ravvicinato con il pubblico del teatro?
R: «Per me il contatto con il pubblico è sinonimo di affetto, stima e sicurezza. Sapere che a ogni concerto c’è la mia 'fan base' mi fa sentire più carica e sicura di me. Per un artista il supporto dei fan è vitale: con i miei fedelissimi si è creato un rapporto stretto, quasi di amicizia, che rappresenta per me un vero punto di forza».

Bari è una tappa fissa dei tuoi tour. Com’è cambiato negli anni il tuo rapporto con i fan pugliesi e cosa ti aspetti dal calore del pubblico dell’AncheCinema?
R: «Oggi mi sento più sicura e carica. Per noi artisti il supporto dei fan è fondamentale: con i miei 'fedelissimi' si è creato negli anni un rapporto stretto, fatto di vero affetto e amicizia, che rappresenta per me un incredibile punto di forza. Sin dai miei esordi mi esibisco in Puglia, una terra che ho girato quasi interamente e che mi riserva sempre un affetto fantastico. Per la prima volta ho deciso di esibirmi in un teatro a Bari, un regalo che i miei fan meritavano davvero. Sono felice e sento una bella responsabilità, anche perché il mio tour teatrale parte proprio da qui. È un legame che si fortifica ogni anno di più: loro ci sono sempre stati, e il tempo non fa che rendere più solido il nostro rapporto».

Qual è il filo conduttore che unisce i tuoi grandi classici alle ultime produzioni in questa scaletta?
R: «Per questo nuovo tour abbiamo lavorato a uno spettacolo che abbracci sia i grandi successi storici che i brani più recenti. La vera novità è che abbiamo voluto dare spazio e lustro a pezzi che solitamente restano fuori dal repertorio live: spesso, a causa dei tempi limitati durante le esibizioni, siamo costretti a fare delle scremature dolorose e a rinunciare a canzoni bellissime. In questo tour, invece, abbiamo deciso di recuperarle per regalarle al pubblico».

Sei un punto di riferimento della musica neomelodica e pop napoletana. Qual è la sfida più grande per una donna nel raccontare i sentimenti oggi?
R: «Purtroppo, per quanto oggi ci siamo evolute ed emancipate, credo che le donne, nonostante abbiano una marcia in più, debbano ancora affrontare un ostacolo invisibile. È come se avessimo sempre bisogno di dimostrare qualcosa agli altri: più bravura, più conferme. Dobbiamo provare costantemente che, oltre a essere presenti, mamme e intelligenti, siamo capaci di svolgere qualsiasi mansione meglio di chiunque altro, eppure il riconoscimento che riceviamo è sempre minore. Statisticamente, nel mondo dello spettacolo siamo ancora in minoranza rispetto agli uomini, e questo dato parla chiaro. Tuttavia, quando il talento è così forte da essere evidente e si unisce a un pizzico di destino, allora nulla può fermarti. Credo che il successo sia proprio questo connubio: forza interiore e un appuntamento col destino».

Hai visto crescere intere generazioni ai tuoi concerti. Come ci si sente a sapere che le tue canzoni sono state la "colonna sonora" di tanti matrimoni, nascite e momenti di vita dei tuoi fan?
R: «Mi considero molto fortunata: dopo quasi ventiquattro anni di carriera, essere la voce di tanti innamorati è qualcosa che mi riempie d’orgoglio. Ho avuto il privilegio di attraversare diverse generazioni; mi capita spesso di aver cantato per dei bambini alle loro comunioni che oggi, a loro volta, sono diventati genitori. È un’esperienza bellissima, non solo perché testimonia il tempo che passa, ma soprattutto per l’affetto costante che il pubblico mi dimostra. Per molte persone la mia musica non è solo una tendenza passeggera; sono diventata parte dei loro momenti più importanti. In questo modo, cresciamo insieme: io nella loro vita e loro nella mia».

Con una carriera così lunga, come riesci a scegliere quali brani inserire e quali sacrificare? C’è una canzone che non può mai mancare perché altrimenti i fan "protesterebbero"?
R: «Nei miei live e nei miei show riservo sempre uno spazio dedicato alle richieste del pubblico. Credo sia fondamentale dare voce a chi viene ad ascoltarmi: in una scaletta, per forza di cose, bisogna fare delle scelte e spesso si finisce per privilegiare i grandi successi che mettono d’accordo tutti, lasciando indietro altri brani. Eppure, c’è sempre un momento in cui chiedo quali siano le preferenze dei fan. Magari una canzone che io considero 'minore' o più semplice, per un fan rappresenta un momento fondamentale della vita o è legata a ricordi preziosi. Per questo, nel mio spettacolo, il momento della richiesta non manca mai».

Il tour 2026 è un traguardo importante. C’è un sogno nel cassetto o una collaborazione che non hai ancora realizzato e che ti piacerebbe concretizzare dopo questa tournée?
R: «Nonostante i miei ventiquattro anni di carriera, mi sento ancora all’inizio; o meglio, sento di essere solo all’inizio del mio vero potenziale. Mi auguro che il futuro mi riservi ancora tante soddisfazioni e nuovi traguardi da raggiungere. Sono già profondamente felice del percorso fatto finora e della posizione che sono riuscita a ritagliarmi nel panorama artistico, ma la voglia di fare è intatta: ci sono moltissime collaborazioni che vorrei ancora realizzare. Presto ci saranno delle bellissime novità, in particolare per la mia rubrica social “Emiliana and Friends”. Ci aspettano grandi sorprese, e anche se non posso ancora fare nomi, so che ci sono molti artisti con cui non ho mai duettato che potrebbero arricchirmi tantissimo professionalmente».