Ex Ilva, operaio morto dopo la caduta da oltre dieci metri: sequestrata la torre dell’impianto, dieci indagati


TARANTO - La Procura di Taranto ha confermato il sequestro della torre della linea 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove lunedì scorso si è verificato l’incidente sul lavoro costato la vita a Loris Costantino, operaio tarantino di 36 anni impiegato nella ditta di pulizie industriali Gea Power.

Il provvedimento è stato convalidato dal pubblico ministero Marco Colascilla Narducci. L’area interessata è quella in cui viene preparata la miscela destinata agli altiforni per la produzione della ghisa, che viene poi lavorata per ottenere acciaio.

Secondo le prime ricostruzioni, Costantino stava per effettuare un intervento sull’impianto insieme a un collega quando il piano su cui si trovava ha ceduto improvvisamente. L’operaio è caduto da un’altezza di oltre dieci metri, mentre il compagno di lavoro non è rimasto coinvolto nell’incidente.

Dopo la caduta l’uomo è stato soccorso e portato all’infermeria interna dello stabilimento. In un primo momento era cosciente, ma il suo quadro clinico è peggiorato rapidamente. Trasferito in ospedale, è morto poco dopo.

Subito dopo l’incidente la polizia giudiziaria ha eseguito il sequestro probatorio dell’area, ora confermato dalla Procura. Nell’inchiesta risultano indagate dieci persone con l’accusa di omicidio colposo: sei appartenenti ad Acciaierie d’Italia, tra cui il direttore generale e quello dello stabilimento, e quattro della Gea Power.

Per oggi è prevista l’autopsia sul corpo dell’operaio, affidata al medico legale Davide Ferorelli del Policlinico di Bari. L’esame servirà a chiarire con precisione le cause della morte e a fornire ulteriori elementi utili alle indagini.